Londra+ slow blogging
February 28, 2006
Da domani fino a lunedì sarò qui. A presto

Da domani fino a lunedì sarò qui. A presto

“i miei vestiti raccontano segreti“
Edoc Laundry, azienda di Seattle produttrice di urban-style streetwear, ha lanciato una campagna veramente innovativa che fa uso di un ARG, alternate reality game, in cui le persone cercano nel mondo reale indizi per risolvere enigmi che si propagano on-line.
Generalmente gli ARG, costituiscono veicoli promozionali per altri prodotti come videogiochi e films. Altri esempi di ARG utilizzati a scopo professionale sono, nel 2004, “i love Bees” per il videogioco Halo della Xbox e nel 2005 “last call poker” per il videogioco Gun dell’Activision.
La linea di abbigliamento Edoc Laundry integra l’ARG in magliette, cappelli e accessori. Questi ultimi infatti nascondono parole e simboli che una volta scoperti devono essere utilizzati dagli utenti/giocatori per “sbloccare” on-line i complessi elementi di una storia creata ad hoc.
La storia presente su questo sito, riguarda la misteriosa morte del manager di una band fittizia chiamata Poor Richard.
Le istruzioni per il gioco sono contenute sulle etichette dei capi, e mentre Edoc spera che i clienti acquisteranno più capi, è realistico pensare che molte persone, sperando di risolvere il gioco, si recheranno on-line soltanto per trovare le immagini caricate sul sito da chi ha già acquistato magliette e cappellini.
Ma questo non sembra preoccupare la Edoc, infatti secondo Small, il proprietario,:
“My whole thing is, if they’re talking about (our line) for the next 30 minutes, I have done more for one T-shirt than I’ve ever done in my whole life, e ancora: “The best you’re usually going to get is, ‘Hey, I like your T-shirt.’”

Kentucky Fried Chicken, tenta di adeguarsi ai nuovi scenari che si aprono nell’industria pubblicitaria per l’incanlzante avvento del DVR, proponendo un nuovo modello di advertising: l’advertising interattivo.
Come ingolosire gli utenti affinchè non pressino il tasto “forward” durante la pubblicità?
Inserendo in alcuni frames dello spot pubblicitario un codice/messaggio “nascosto” che per essere decodificato necessita di registrazione e scrupolosa moviola dello spot frame dopo frame.
Chi decodifica il messaggio segreto conquista un buono sconto di 99cents per il nuovo sandwich della KFC.
Conversazione immaginaria tra un tecno-entusiasta e un tecno-realista:
t-e: WOW fico il WOM!
t-r: ….il word of mouth esiste dalla notte dei tempi! è solo che adesso a causa dell”information overload” e della “media saturation” tutti ne parlano!
t-e: WOW fico il WOM! senti un pò qua che benefici:
t-r: ….sì, hai scoperto l’acqua calda!… ti do ragione tuttavia ricorda che i benefici di una campagna di WOM variano da azienda ad azienda, da marca a marca, da prodotto a prodotto da servizio a servizio….., occorre capire, analizzare, scegliere la strategia giusta.
t-e: WOW fico il WOM! Mia zia produce tappi di sughero, pensa che fico un virale con lei impazzita che cavalca nuda tappi di sughero per tutta la Sardegna..
t-r:….calma, calma la sardegna è un bel posto! lo so! tuttavia il successo di un’iniziativa di WOM, dipende spesso dal tipo di prodotto, generalmente (ma non è una regola) i prodotti e i servizi più innovativi catturano maggiormente l’interesse degli “opinion formers/trend connectors”, costoro infatti saranno più interessati a veicolare opinioni, notizie, messaggi che contribuiscano a migliorare il loro “ranking” tra i loro simili….e poi non esiste solo il viral marketing!
t-e: WOW fico il WOM! ….le vendite dei tappi di mia zia saliranno alle stelle! e si genererà tanto di quel WOM positivo da non credere!!
t-r:….calma, calma…se i tappi funzionano bene, è facile che questo accada..ma se i tappi ammuffiscono potrebbe anche generarsi del WOM negativo. Se si vuole generare del buzz intorno ad un prodotto o servizio occorre che le performance di quest’ultimo soddisfino le aspettative del consumatore… e poi occorre monitorare le reazioni…intervenire se necessario…per correggere la campagna..
t-e: WOW fico il WOM! come sei pesante tecno-realista!! io tutto il mio bugdet me lo investo in campagne di Word of Mouth marketing, basta con il resto!
t-r:….calma, calma le iniziative di WOM marketing devono essere integrate con l’intera strategia di marketing di un’azienda, iniziative “stand-alone” possono fallire facilmente..
in sintesi….. per la gioia di minimarketing: ..è ancora tutto da deliverare!, bisogna ancora fasarsi!
grazie per l’ispirazione a crmtoday + the power of influence

Da una ricerca di Big Research sugli utilizzatori di file MP3 emergono i seguenti dati (l’immagine sopra descrive il loro profilo in quanto consumatori):
Queste le caratteristiche degli MP3 users:
Gli MP3 users nel tempo libero:
via: when customer talk

CultureBuzz, agenzia di marketing non convenzionale del gruppo Vanksen, lancia Buzz Paradise, piattaforma europea per il lancio di campagne di “buzz” marketing con lo scopo di mettere in contatto le marche con i consumatori influenti (influencers).
Ecco i vantaggi:

“TIME TO EBAY ALL YOUR CRAP”, Openlabs, società americana produttrice di sintetizzatori, masterizzatori, tastiere per l’industria dell’entertainment, invita gli utenti, attraverso questa affissione on-line, a sbarazzarsi dei vecchi prodotti su e-bay.
Mi domando:
• evoluzione della lingua?
• semplice genio creativo?
• accordo “segreto” con e-bay?

Ecco la seconda parte dei suggerimenti di basement.org, per un utilizzo alternativo dei feed RSS.

Vantaggi per il marketer dovuti all’utilizzo degli RSS:
Vantaggi per il marketer…dal punto di vista dell’utente finale
via rssworld