Archive for February, 2006

L’importanza di conoscere una lingua straniera….

February 17, 2006

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Divertentissimo video virale di Berlitz, nota scuola di lingue presente in tutto il mondo.

Quali ostacoli per le agenzie e i clienti nell’adozione di strategie basate sul WOM

February 17, 2006

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Segue la traduzione dell’intervista-podcast a Dan Buczaczer, vice president di Reverb-SMG, in cui si discute degli ostacoli che le agenzie e i clienti si trovano ad affrontare quando considerano l’adozione formale di strategie basate sul Word of Mouth Marketing.

D: Quale pensi sia oggi il maggior ostacolo che le agenzie devono affrontare nel proporre ai loro clienti strategie di word of mouth marketing accanto a quelle tradizionali?

R: il maggior ostacolo, lato agenzie, risiede nella fama che il WOM ha, e cioè di essere considerato il “new kid on the block” dell’industria, anche se esiste da sempre.
I clienti iniziano a dimostrare crescente interesse e curiosità nei suoi confronti, tuttavia in pochi lo utilizzano, nella maggior parte dei casi, infatti, le agenzie propongono una strategia di marketing tradizionale suggerendo poi di destinare quello che rimane del budget iniziale in strategie sperimentali, tipo word of mouth.
Il salto che bisogna fare è “culturale”, riguarda la “mentalità”, occorre cioè proporre il word of mouth come elemento centrale di una strategia.
Si sta verificando quello che è successo agli inizi dell’era internet, quando le aziende consideravano il canale on-line come un eccellente utilizzo dei “left-overs” ovvero degli avanzi di budget,….ma poi la situazione si è evoluta e oramai possiamo affermare che l’internet ha la stessa dignità (se non maggiore” degli altri canali di marketing).
Il punto è questo, il modo migliore per sfruttare tutto il potenziale del WOM, sia per i clienti che per le agenzie, è di porlo al centro delle strategie di marketing.
D: Quale pensi sia oggi il maggior ostacolo che i clienti devono affrontare nell’adottare strategie di word of mouth marketing ?

R: I clienti sono spesso entusiasti di utilizzare un budget contenuto per quello che però considerano “un test” (one-off). La sfida, invece, consiste nel considerare le startegie di WOM come strategie di lungo termine, per cui dedicare budget, tempo ed energie per mantenere vive nel tempo le conversazioni.
E qui emerge l’aspetto più complesso, per fare questo infatti sarebbe necessario attuare cambiamenti strutturali interni alle aziende.

D: Come pensi che le agenzie dovrebbero “muoversi” per superare limiti e perplessità dei clienti?

R: Nonostante quello che ho appena detto, circa l’importanza della centralità del WOM nell’intera strategia di marketing dell’azienda, credo sia non solo naturale, ma corretto, compiere passi graduali acquisendo esperienza poco alla volta.
Oggi c’è più consapevolezza, non è più come agli inizi dell’era internet quando quest’ultimo veniva venduto come la pozione magica (”magic snake oil”).
In quest’epoca, quella del web 2.0, non è più così!, l’industria dell’on-line è più consapevole dei suoi punti di forza ma anche dei suoi limiti. Così anche per quanto riguarda il Word of Mouth Marketing è importante capire le sue potenzialità e i suoi limiti.

MasterNewMedia Design Challenge

February 16, 2006

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Vi segnalo il concorso, indetto da Robin Good, per il restyling grafico del sito www.masternewmedia.org. La deadline è stata estesa al 26 febbraio 2006. Qui troverete tutte le specifiche.

ll premio per il vincitore comprende:

  • $ 2.000 in contanti

La prova che il web (2.0) non è spazzatura…..

February 15, 2006

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Io lo trovo geniale!
Siete appassionati di archeologia industriale, vi piacciono i mobili vecchi ed usati, avete intenzione di diventare rigattieri, siete curiosi……GarbageScout.com, è quello che fa per voi. Su GarbageScout infatti potete trovare una classificazione fotografica e geografica dei rifiuti sparsi per le strade di new york.

La classificazione ovviamente è opera degli utenti, basta un telefono cellulare dotato di telecamera e il gioco è fatto.

…meditate marketer…meditate…!

via webjungle 

Touring Club Italiano lancia le audioguide turistiche per mp3 player e cellulari

February 14, 2006

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Via pandemia, scopro che il Touring Club Italiano ha iniziato a produrre le prime audioguide in formato mp3 per player portatili e cellulari. La presentazione avverrà il 20 marzo alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano.

Come trovare gli opinion leaders nel proprio target market

February 14, 2006

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Paul Marsden, co-autore insieme a Justin Kirby di questo interessantissimo libro , indica 5 soluzioni pratiche per identificare gli opinion leaders:

1. Auto-Designazione: chiedere ai clienti già acquisiti o prospects di compilare un breve questionario dal quale possa emergere il loro status di opinion leaders (es: www.tremor.com). Questa tecnica pur basandosi sull’auto-designazione e nonostante la tendenza delle persone a sopravvalutare la loro “opinion leadership”, può essere considerata abbastanza affidabile.

2. Attività Professionale: valutare lo status professionale del target, dei clienti acquisiti o dei consumatori come un importante indicatore del loro status di opinion leadership. Ruoli professionali strettamente connessi ad una determinata categoria e la capacità di veicolare i messaggi e di influenzare i colleghi attraverso il word of mouth, sono elementi che contribuiscono a definire lo status di opinion leader. Sebbene questo approccio sia meno scientifico dell’auto- designazione, costituisce sicuramente la soluzione più veloce, facile ed economica per identificare gli opinion leaders.

3. Traccia Digitale: Identificare gli opinion leaders setacciando, tracciando e analizzando blogs tematici, siti internet, forum, gruppi di discussione. In un’epoca in cui le opinioni sono sempre più condivise on-line, identificare ed analizzare le traccie digitali permette di identificare gli opinion leaders velocemente ed efficacemente.

4. Informatori Chiave: chiedere ad un limitato numero di persone, che conoscono i “canali” attraverso cui il word of mouth si diffonde, di designare loro stessi gli opinion leaders. Idealmente questa tecnica viene utilizzata per trovare gli opinion leaders in mercati ristretti o in organizzazioni individuali. Hasbro, nota azienda americana produttrice di giocattoli, nel 2001, per lanciare il nuovo gioco elettronico portatile, POX, mandò i suoi market researchers nelle sale giochi, nei parchi-gioco, per chiedere ai ragazzini tra gli 8 e i 13 anni:”Chi è il bambino più “cool” che conoscete?”. Una volta ricevuta la risposta dai giovani “informatori”, andavano dal bambino più cool segnalato per fargli la stessa domanda fino a quando qualcuno non rispondeva “eccomi, sono io !”. Una volta identificati gli opinion leaders con questa metodologia, i ricercatori li invitavano a partecipare ad un esclusiva “prova di prodotto” (Marsden la chiama “seeding trial” o “real life product placement”)ricompensata da 10 pre-release del gioco da condividere con gli amici.

5. Sociometria: Mappare i percorsi di influenza del word of mouth nel mercato di riferimento al fine di identificare i centri (”hub”) di influenza. La sociometria è una tecnica dispendiosa, sia per costi che per tempistica, e viene utilizzata soprattutto per mappare le reti di influenza durante la gestione dei processi di cambiamento all’interno delle grandi organizzazioni.

Il Dr Paul Marsden, ricercatore e consulente di marketing presso la London School of Economics, è autore del blog consumer empowermet e può essere contattato attraverso: paul@viralculture.com

Samsung Italia e le PR nell’era web 2.0

February 13, 2006

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Complimenti a Samsung Italia per aver aperto un blog.
Il blog è ospitato nella sezione del sito denominata “news”, i posts contengono prevalentemente notizie di carattere istituzionale e di prodotto.

un esempio per tutti! ..e i bloggers di gadgetblog, hanno già iniziato ad utilizzarlo come fonte di notizie per propri posts:

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Ineccepibile anche il welcome post di Andrea Andreutti:

“Benvenuti,

quest’area, sviluppata a livello locale, e’ nata nell’estate del 2005
con lo scopo di raccogliere e mettere a vostra disposizione con continuita’
notizie di prima mano sul mondo Samsung.

Ci auguriamo che questa iniziativa, complementare al catalogo online di prodotto,
possa avvalersi con il tempo della partecipazione di altri colleghi che lavorano in Samsung.

Compatibilmente con le policy aziendali attuali, auspichiamo che quest’area
possa presto raccogliere anche la vostra voce e i vostri pareri.”

Non ci resta che sperare di poter presto commentare i posts instaurando così un vero dialogo bidirezionale con Samsung.

via pandemia

Torino Conversations=blog Coca Cola

February 12, 2006

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Coca Cola, storico sponsor delle Olimpiadi fin dal 1928, ha creato un blog che conterrà le conversazioni tra 6 promettenti studenti di giornalismo, scelti in 6 paesi: Austria, Italia, Canada, Cina, Stati Uniti, Germania, e il resto del mondo. (Sempre che il blog in questione susciti interesse…)

I “fantastici 6″ parteciperanno agli eventi olimpici, alle cerimonie di premiazione,…i loro posts non costituiranno mera cronaca sportiva, piuttosto descriveranno l’atmosfera che si respira durante un evento di tale portata come le olimpiadi.

Micropersuasion, fonte da cui ho scoperto Torino Conversations definisce questa operazione: conversational marketing.

Vedremo se l’iniziativa susciterà interesse..in ogni caso i 6 studenti si divertiranno un mondo…

…..utenti! il logo fatelo voi!

February 11, 2006

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Grazie ad IMlog, vi sottopongo l’ennesimo esempio di come si può coinvolgere gli utenti nella costruzione di una marca.

In questo caso, particolare, SourceSense, start-up settore Open Source Software, invita gli utenti a contribuire alla definizione della sua brand identity.

Azzeccati, secondo me, la chiarezza, lo spirito, il “copywriting” del sito.

“SourceSense is the new kid on the block of Open Source companies. We have a very clear mission and vision, we did our homework in terms of business plan, market research and all the yadda-yadda, but we’re still missing a logo!

Agent Provocateur e Real: accoppiata vincente?

February 9, 2006

Giorni fa apprendo che Agent Provocateur, nota azienda produttrice di lingerie hardcore-chic e sempre molto attenta a come comunica sul web, ha realizzato un film diretto da Mike Figgis dal titolo: “Tied up at the office”.

WoW! Mumble! Mumble! (conoscendo lo stile di Agent Provocateur) dico tra me e me! adesso mi iscrivo per ricevere l’invito a guardare la worldwide premiere, presente sul sito dal 9 al 20 febbraio.

…e fin qua nulla da dire! magari voi penserete che mi accontento di poco….comunque agent provocateur è riuscito a creare in me una certa aspettativa per l’evento.

Ieri puntuale ricevo nella casella di posta questo invito:

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Qualche minuto fa, dopo pranzo, per rilassarmi, penso WoW! Mumble! Mumble! adesso mi vedo il film di agent provocateur… Ma appena clicco sul fatidico link…finisco sul sito di real player.

…e fin qua nulla da dire! …chiaro! Real è lo sponsor dell’iniziativa..anzi quasi quasi mi convinco di quanto “smart” dal punto di vista markettaro possa essere l’operazione..

Ma quando per scaricare il real player (in versione gratuita per 14gg) devo:

  1. inserire il mio indirizzo e-mail (..il minore dei mali)
  2. compilare una serie di forms
  3. indicare i dati della mia carta di credito

….digito http://fluido.wordpress.com e scrivo questo post e MI e VI domando: si tratta di marketing virale?