Archive for April, 2006
These days…
April 12, 2006Siae + Podcast
April 11, 2006via Punto Informatico (11 aprile)
Roma - Il fenomeno del podcasting dilaga e la SIAE ha deciso di prendere provvedimenti: nei prossimi giorni sul suo sito apparirà una nuova licenza a pagamento sia per i siti amatoriali che per quelli professionali, una licenza dal nome esplicativo: Autorizzazione per l’utilizzazione in modalità podcasting delle opere musicali amministrate dalla Siae.
A darne notizia è ilSole24Ore.com che specifica come la SIAE abbia voluto prevedere tariffari diversi a seconda del tipo di podcast e dei materiali contenuti nelle trasmissioni disponibili su web.
In particolare per i siti amatoriali, gestiti cioè da persone fisiche e perlopiù senza scopo di lucro, si prevede che il sito che ospita i podcast paghi 120 euro l’anno ma soltanto se la quantità di musica trasmessa non supera il 25 per cento del totale dei contenuti presenti nel podcast. Sopra questa percentuale, e fino al 75 per cento, il prezzo della licenza sale a 440 euro annui.
Tutto questo, però, solo se il podcast non è molto popolare: sopra i mille download, infatti, alle trasmissioni amatoriali vengono comunque applicate le tariffe stabilite per i podcasting commerciali.
Queste sono ben più alte: si parla di 130 euro al mese per contenuti sotto il 25 per cento e 170 sopra quella percentuale e fino al 75 per cento. In questo caso “si ha diritto” a 15mila download. Ma questo è solo il costo base: SIAE chiederà infatti il 2 per cento dei ricavi se sotto il 25 per cento e il 5 per cento se la musica in gestione SIAE va dal 25 al 75 per cento del totale dei contenuti.
Difficile dire evidentemente come avverranno i controlli e con quali strumenti la SIAE potrà verificare il numero dei download. Ancora più arduo, forse, controllare un altro aspetto della licenza, secondo cui i podcast non devono durare più di 60 minuti e non possono ospitare più di 15 brani. Non solo, se si trasmettono versioni integrali dei brani musicali, questi dovranno essere separati l’uno dall’altro con dei commenti parlati.
La misura SIAE con ogni probabilità spingerà ad un uso sempre maggiore, soprattutto per i podcast amatoriali, di musica libera, ovvero brani musicali pubblicati online per la libera diffusione, una forma di promozione della propria musica che è svincolata dalla SIAE e a cui ricorre un crescente numero di artisti.
Marketing vs Micromarketing
April 10, 2006Come dovrebbe essere il marketing moderno, si potrebbe anche dire: "make love not war!"

via customersonfire
B2B Word of Mouth Marketing???
April 6, 2006L'ottimo (come sempre!) [mini]marketing dice (con riferimento al post" Business to Business Word of Mouth Marketing"):
Hello fluido!
Non vedo bene, ma forse è ancora perche’ sono senza caffeina, il lato virale della cosa. Mi sembra piu’ un’ottima azione DEM+Online Community.
O forse il virale sta nel passaparola dei blog di aver finalmente trovato un’azione b2b virale?
ciao
e io rispondo:
Caro [mini],grazie innanzitutto per lo stimolo e l'attenzione.
Se partiamo dall'affermazione che il word of mouth marketing sia l'insieme delle attività di un' impresa volte a generare tra i consumatori il passaparola intorno ad un bene, un servizio, una marca, ebbene a me sembra che Intuit ci sia in parte riuscita o almeno abbia tentato di farlo in maniera diversa.
Chi te lo dice che "l'espediente San Valentino" non abbia coinvolto i clienti Intuit in un tam-tam del tipo:" Ciao Tizio anche tu del settore Contracting & Construction, hai sentito del concorso Intuit….? Dai un'occhiata al sito…! ….."
E se anche fosse soltanto una buona operazione "dem+online community",….non è importante il mezzo ma il fine.. e se il fine della community è quello di INTRATTENER/INTORTARE/VENDERE/FIDELIZZARE…..e chi + ne ha + ne metta…., perchè non può essere considerato uno strumento che instaura logiche di comunicazione virale?
Non ti sembra un'operazione innovativa? forse hai ragione, non lo so…ma il punto mi sembra un'altro, quei 716 utenti che hanno inviato i suggerimenti, sono tanti? sono pochi? rispetto agli obiettivi di Intuit e rispetto al numero di dem inviate, insomma per farla breve sto benedetto passaparola è scattato o no? se sì in che misura??…e bla bla bla …
e la stampa di settore che buzz ha generato…??
Quanto alla viralità tra i blogs del tipo: "e vai ho trovato il case study sul b2b wom marketing!!!", rispondo:
"MAGARI!!" questa nostra discussione fosse l'inizio di un dibattito più ampio che coinvolgesse quelli che fanno b2b!!!!!!!!!!"
per questo ti ringrazio ancora per essere stato il primo!
con stima
fluido
Business to Business Word of Mouth Marketing
April 4, 2006
Vi segnalo e traduco questo interessante case study letto sul Word of Mouth Marketing Blog, circa un'iniziativa di b2b word of mouth marketing di Intuit, nota software house di programmi gestionali finanziari.
Dice Maggie Colby, Acting Director di Intuit Marketing Excellence: "Molte persone affermano che nel settore business to business è molto difficile generare il passaparola, in verità i nostri clienti sono persone come tutte le altre, è opportuno quindi che la brand venga comunicata loro in un modo diverso che va oltre la semplice descrizione del servizio offerto."
La Colby crede inoltre che una strategia di word of mouth marketing per essere efficace debba essere coordinata con l'intera strategia di marketing aziendale.
Ecco 5 suggerimenti per creare una campagna di WOM marketing per il mercato Business to Business:
1. Legatevi ai clienti su basi emozionali
Un anno fa, nel periodo che coincide con San Valentino, Intuit aveva l'esigenza di promuovere la nuova community di Quick Books (small business financial software) con l'obiettivo di aumentare il traffico e le registrazioni degli utenti al sito. L'idea di Maggie era di avvicinarsi alla clientela su base emozionale, per questo cercò di capire meglio le caratteristiche dei suoi clienti, le aziende di "contracting and costruction". Scoprì che molte di esse erano family business, gestiti da "marito e moglie", fu così quindi che incentrò la promozione su quel target chiedendo:" Onorate San Valentino! e indicate 3 suggerimenti per lavorare bene con il vostro partner"
2. Suggerite un'azione specifica
Maggie inviò al target individuato una e-mail per avvisarli che avrebbero potuto vincere 1.000$ partecipando al concorso dei "3 suggerimenti". Per fare questo, però, avrebbero dovuto registrarsi e usare la nuova community di QuickBooks. (in tal modo gli obiettivi della awareness e uso della community sono stati centrati!)
3. Coinvolgete la stampa di settore
Maggie contattò personaggi-chiave della stampa di settore (quello relativo al target della promozione/campagna) affinchè conoscessero la promozione e avessero un ruolo attivo nella diffusione della campagna.
4. Lasciate che i clienti parlino liberamente ("let the customer do the talking)
Il fatto che i suggerimenti inviati dai clienti non fossero "ri-elaborati" da Intuit, creò realismo e coinvolgimento. Alla fine della promozione, avevano inviato i propri suggerimenti 716 utenti.
5. Cercate di ottenere il massimo dalla promozione anche quando è oramai conclusa
A promozione conclusa, Maggie e il suo team analizzarono i trend presenti nei "3 suggerimenti" inviati dai clienti, li inclusero in un publiredazionale e li inviarono ai personaggi-chiave della stampa di settore (key influencers). Il vincitore dei 1.000$ fu intervistato e coinvolto dalla stampa di settore.
Media Plan innovativo per Dodge
April 3, 2006
Media Plan innovativo per il nuovo modello della Dodge, Caliber.
Target
Professionisti giovani (25-35) e un pò "hip", early adopters di nuove tecnologie i cui consuption patterns sono prevalentemente:
- internet
- gaming
- video
Target demografico sensibile ai messaggi trasmessi nei luoghi dove si aggrega, sia online che offline, estremamente influente ma difficile da raggiungere, che predilige brand hip e popolari, ma non troppo commerciali.
Piano Media
Internet
20 % (in confronto al 4/5% degli anni passati) del budget pubblicitario riservato alla Caliber verrà destinato a canali pubblicitari definiti dall'azienda "non tradizionali": internet e videogiochi ("gaming). L'adv online sarà concentrato su website che parlano di musica, intrattenimento, animazione , sport.
Previsti banner su siti come The Onion, Daily Candy e The Knot. Spot video di 30" sul nuovo portale (contenuti video irriverenti per 20enni) di Time Warner "Office Pirates".
Previsti moduli video di 30" in rotazione su dodge.com
Product Placement
Accordo con Comedy Central per piazzare la Caliber in un TV sketch del venerdì sera, che apparirà sia in TV che online.
Inclusione della Caliber in 4 videogiochi per Sony Playstation e XBox
Social Networking
Creazione di un personaggio brandizzato su myspace.com.
Avatar brandizzato per l'istant messenger di Yahoo e MSN.
Online gaming
4 online games con la Caliber
TV
Spot su Tv via Cavo e Satellitare
Le motivazioni del fenomeno Consumer Generated Media
April 2, 2006Ecco le tre motivazioni principali dietro alla creazione di contenuti da parte degli utenti:
- essere ascoltati
- creare un dialogo con gli altri
- provare un senso di comunità
Quando progettiamo una campagna che si basa sull'uso di contenuto generato dai consumatori gli imperativi sono:
- emotion
- converstaion
La tabella che segue indica quali sono e in che misura le emozioni che scaturiscono dal contatto con la brand spingono un consumatore a parlare della stessa con altri consumatori:

via clickZ



