Archive for May, 2006

Evoluzione del fenomeno Consumer Generated Media

May 1, 2006

Leggo questo interessantissimo articolo di Drew Neisser, ceo di renegademarketing, sul futuro dei consumer generated media, meglio, su come le agenzie in futuro "gestiranno" o se preferite "dovranno gestire" l'utilizzo di contenuto generato dai consumatori nelle campagne pubblicitarie e vi propongo alcuni punti (secondo me) salienti del suo ragionamento.

  1. L'utilizzo di CGC essenzialmente è un modo efficace per ottenere gratuitamente contenuto e pubblicità, il problema è che in un prossimo futuro probabilmente i consumatori inizieranno a chiedersi come mai non vengono pagati.
  2. Se ogni azienda propone contenuto generato dai consumatori la differenziazione tra audience e produttori di contenuti si assottiglia e le aziende stesse diventano veri e propri distributori di contenuto.
  3. A questo punto nasce l'esigenza di filtrare meglio i contenuti. E' possibile fare un parallelo tra CGM e blogs, entrambi sono modi per esprimere se stessi, ma quando milioni di persone esprimeranno se stesse, arriveremo al punto in cui quando abbiamo trovato ciò che ci interessa non avremo più di tempo di "consumarla".
  4. Quindi i "marketers" che capiranno come filtrare e contestualizzare il contenuto generato dagli utenti acquisiranno una posizione privilegiata sul mercato. Un esempio lampante ci viene fornito da converse gallery. Qualcuno potrebbe ipotizzare che Converse stia già filtrando i contenuti separando quelli buoni da quelli cattivi, ebbene, supponendo che Converse continui a dimostrare questa sua abilità nell'identificare contenuti validi, il sito di Converse Gallery continuerà per molto tempo ancora ad avere visitatori (audience).
  5. I consumatori prima o poi inevitabilmente si stancheranno di generare contenuto gratis per aziende come MySpace senza che quest'ultime condividano i guadagni con loro. Certamente MySpace attualmente genera un valore in cambio dei contenuti generati dagli utenti, ma questo valore in futuro sarà sicuramente oscurato da altri siti di social networking che nasceranno.
  6. Ricapitolando: i marketer che sapranno filtrare i contenuti di qualità e condividere i guadagni con gli utenti prevarranno sicuramente sul mercato. Le origini di questo nuovo modello di business si intravedono in Amazon (attraverso i suoi affiliate programs) e in Google (vedi adsense).
  7. Non è fantasia immaginare un modello di retribuzione"cost per play" per contenuti che attraggono nuovi visitatori sul sito ospitante.
  8. Le opportunità di branding risiedono nel FILTRARE, CONTESTUALIZZARE e RETRIBUIRE contenuto di qualità.
  9. Pensate a YouTube: una delle caratteristiche più potenti del servizio che offre è la possibilità per qualsiasi utente di pubblicare sul proprio sito un video di YouTube. Pensate se YouTube pagasse gli utenti che usano questo servizio? probabilmente sentiremmo parlare di YouTube ancora per i prossimi 10 anni……

via imediaconnection

Il (non) word of mouth marketing (the 39$ experiment)

May 1, 2006

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In questo blog si parla di word of mouth marketing…e vai con le strategie, le tecniche, i case studies, gli esempi di campagne……..

Ebbene grazie a mouthpiece, scopro questo interessante esperimento di un certo Tom Locke, che senza volerlo, ha probabilmento messo in atto la più semplice e "non-markettara" tecnica per testare la disponibilità di 100 aziende di entrare in contatto e stabilire una "conversazione" proficua con un cliente-influencer auto-dichiarato!

Tom un bel giorno davanti ad una pila di bollette da pagare e ad un rotolo di francobolli del valore di 39 dollari si domandò: cosa potrei fare oggi con 39 dollari, a parte spenderli e perderli tutti al casino?

Ebbe un'idea, investire 39 dollari di francobolli per spedire 100 lettere a 100 aziende di cui era cliente e verificare così la loro disponibilità ad inviargli prodotti gratis (free stuff)

I risultati sono stati direi deludenti, tralasciando la difficoltà di Tom nel reperire indirizzi "fisici" sulle scatole dei prodotti (alla faccia del customer service!!!):

  • 2/3 delle aziende non hanno risposto
  • 1/2 di quelle che anno risposto, hanno risposto "picche"!!

In ogni caso vi consiglio di visitare il sito, dove gli aggiornamenti in merito alle risposte che Tom riceve sono pressochè quotidiani, troverete inoltre l'intera lista delle aziende contattate con i testi delle lettere di Tom.

buon divertimento!