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	<title>Comments on: confessioni di una ex-infiltrata&#8230;</title>
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	<description>fluido cerca     fluido osserva     fluido scorre</description>
	<pubDate>Sat, 17 May 2008 18:29:24 +0000</pubDate>
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		<title>By: Marco Massarotto</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-42110</link>
		<dc:creator>Marco Massarotto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 14:55:31 +0000</pubDate>
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		<description>Bel post. Peccato solo che Clessidra non si sia firmata con nome cognome e non abbia messo i link della sua passata attività: sarebbe stato divertente :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bel post. Peccato solo che Clessidra non si sia firmata con nome cognome e non abbia messo i link della sua passata attività: sarebbe stato divertente <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>By: un esempio di "infiltration" &#171; fluido</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-23541</link>
		<dc:creator>un esempio di "infiltration" &#171; fluido</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2007 22:17:03 +0000</pubDate>
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		<description>[...] dietro quel &#8220;marione&#8221; mi sembra veramente un pessimo esempio di &#8220;infiltrazione, stealth marketing&#8230; chiamatelo come volete&#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] dietro quel &#8220;marione&#8221; mi sembra veramente un pessimo esempio di &#8220;infiltrazione, stealth marketing&#8230; chiamatelo come volete&#8230; [...]</p>
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	<item>
		<title>By: &#160; Confessioni di una ex-infiltrata + riflessione&#160;by&#160;ELMANCO</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-22746</link>
		<dc:creator>&#160; Confessioni di una ex-infiltrata + riflessione&#160;by&#160;ELMANCO</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2007 16:45:07 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Fluido ha pubblicato pochi giorni fa un articolo sulla delicatissima questione dei “seeder” aziendali, dei veri e propri infiltrati che s’iscrivono su community, forum ed altri luoghi d’aggregazione virtuale spontanea per fare promozione pubblicitaria in maniera non trasparente. Questa gente è pagata dalle aziende per lasciare finti commenti e testimonianze positive di prodotti e servizi attraverso mezzi di comunicazione basati sul sincero passaparola degli utenti. Una pratica triste e scorretta che a molti può sembrare la soluzione più facile per ottenere certi risultati, ma che cela invece (e per fortuna) parecchie insidie… Insomma, leggetevi questo articolo basato sulla testimonianza di Clessidra, un’infiltrata pentita, che conclude dicendo “penso sia assurdo sprecare del tempo per inventarsi come non farsi scoprire, quando quel tempo si potrebbe utilizzare per pensare a come raccogliereinterpretarerispondere ai suggerimenti e gli insights forniti dalle communities…” Meglio passare prima il tempo in una buona progettazione, che non dopo nel raccontare c…..e! Questo articolo mi ha dato lo spunto per una riflessione successiva: come possiamo proteggere le nostre identità virtuali? e quanto possono valere? Per come la vedo io in futuro le opinioni dei singoli tenderanno sempre più ad essere raccolte in aggregatori e social network, quindi la necessità di una firma digitale inequivocabile diventerà presto pressante. Chi mi può garantire che qualcuno non usi il mio nickname per firmare un commento? Andremo sempre avanti di iscrizioni ed accettazioni via mail? Avere un proprio dominio .com di primo livello non basterà? Tu che ne pensi? [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Fluido ha pubblicato pochi giorni fa un articolo sulla delicatissima questione dei “seeder” aziendali, dei veri e propri infiltrati che s’iscrivono su community, forum ed altri luoghi d’aggregazione virtuale spontanea per fare promozione pubblicitaria in maniera non trasparente. Questa gente è pagata dalle aziende per lasciare finti commenti e testimonianze positive di prodotti e servizi attraverso mezzi di comunicazione basati sul sincero passaparola degli utenti. Una pratica triste e scorretta che a molti può sembrare la soluzione più facile per ottenere certi risultati, ma che cela invece (e per fortuna) parecchie insidie… Insomma, leggetevi questo articolo basato sulla testimonianza di Clessidra, un’infiltrata pentita, che conclude dicendo “penso sia assurdo sprecare del tempo per inventarsi come non farsi scoprire, quando quel tempo si potrebbe utilizzare per pensare a come raccogliereinterpretarerispondere ai suggerimenti e gli insights forniti dalle communities…” Meglio passare prima il tempo in una buona progettazione, che non dopo nel raccontare c…..e! Questo articolo mi ha dato lo spunto per una riflessione successiva: come possiamo proteggere le nostre identità virtuali? e quanto possono valere? Per come la vedo io in futuro le opinioni dei singoli tenderanno sempre più ad essere raccolte in aggregatori e social network, quindi la necessità di una firma digitale inequivocabile diventerà presto pressante. Chi mi può garantire che qualcuno non usi il mio nickname per firmare un commento? Andremo sempre avanti di iscrizioni ed accettazioni via mail? Avere un proprio dominio .com di primo livello non basterà? Tu che ne pensi? [...]</p>
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	<item>
		<title>By: mr white</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-9578</link>
		<dc:creator>mr white</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Dec 2006 12:10:10 +0000</pubDate>
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		<description>2 spunti 

l'infiltrazione è un problema, ma non solo del seeding! è forse più etico il product placement nei film o le redazioni compiacenti che pubblicano comunicati stampa in forma di articolo per i big spender? Non scherziamo su questo ragazzi! 

Per fortuna la rete sa difendersi, ha un proprio sistema immunitario che espelle rapidamente le schifezze. Ma dobbiamo essere consapevoli che il confine è labile: anche nei commenti a questo post, si citano casi e progetti. In buona fede o siamo tutti oggetto di un'infiltrazione? Se insinuiamo la cultura del sospetto, il web2.0 neanche dovrebbe esistere, x' urleremmo al plagio ogni 2x3. A cosa servono i creative commons? I furbetti ci saranno sempre, ahinoi. Ma oggi la killer application sono i contenuti: se un blog mi piace ci torno, sennò chiudo. Non c'è seconda chance. Se un commento mi cita un progetto e il progetto è valido, questo commento sarà letto, linkato, ripreso. E la prossima volta che quella persona commenta, i suoi pensieri avranno una corsia preferenziale per me. Se invece il suo contributo è marmellata o peggio, scatta la selezione naturale. La rete è iperattiva, veloce e rapida nei giudizi. Le seconde chance sono poche.

il secondo punto è che nella rete le regole non le dettano i brand: provate a creare una brand community e a farci il big brother che controlla, ordina, pianifica.... Il brand è esattamente alla pari dei suoi interlocutori, e la sola forza che ha è il suo carisma, la sua capacità di essere rilevante, di avere qualcosa da offrire, una merce di scambio di valore. Deve scendere dal piedistallo e guadagnarsi credito e stima. Se poi diventa uno del branco, magari uno dei leader, ha toccato il cielo con un dito, e non torna più giù. Ma per le aziende non è un passaggio facile: vuol dire sconvolgere totalmente le regole del gioco, aprirsi a critiche e attacchi. Aprire una community è facile, farla crescere già meno, gestirla quasi impossibile se vogliamo applicare le regole del brand manager.

LONG LIVE CONTENT ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>2 spunti </p>
<p>l&#8217;infiltrazione è un problema, ma non solo del seeding! è forse più etico il product placement nei film o le redazioni compiacenti che pubblicano comunicati stampa in forma di articolo per i big spender? Non scherziamo su questo ragazzi! </p>
<p>Per fortuna la rete sa difendersi, ha un proprio sistema immunitario che espelle rapidamente le schifezze. Ma dobbiamo essere consapevoli che il confine è labile: anche nei commenti a questo post, si citano casi e progetti. In buona fede o siamo tutti oggetto di un&#8217;infiltrazione? Se insinuiamo la cultura del sospetto, il web2.0 neanche dovrebbe esistere, x&#8217; urleremmo al plagio ogni 2&#215;3. A cosa servono i creative commons? I furbetti ci saranno sempre, ahinoi. Ma oggi la killer application sono i contenuti: se un blog mi piace ci torno, sennò chiudo. Non c&#8217;è seconda chance. Se un commento mi cita un progetto e il progetto è valido, questo commento sarà letto, linkato, ripreso. E la prossima volta che quella persona commenta, i suoi pensieri avranno una corsia preferenziale per me. Se invece il suo contributo è marmellata o peggio, scatta la selezione naturale. La rete è iperattiva, veloce e rapida nei giudizi. Le seconde chance sono poche.</p>
<p>il secondo punto è che nella rete le regole non le dettano i brand: provate a creare una brand community e a farci il big brother che controlla, ordina, pianifica&#8230;. Il brand è esattamente alla pari dei suoi interlocutori, e la sola forza che ha è il suo carisma, la sua capacità di essere rilevante, di avere qualcosa da offrire, una merce di scambio di valore. Deve scendere dal piedistallo e guadagnarsi credito e stima. Se poi diventa uno del branco, magari uno dei leader, ha toccato il cielo con un dito, e non torna più giù. Ma per le aziende non è un passaggio facile: vuol dire sconvolgere totalmente le regole del gioco, aprirsi a critiche e attacchi. Aprire una community è facile, farla crescere già meno, gestirla quasi impossibile se vogliamo applicare le regole del brand manager.</p>
<p>LONG LIVE CONTENT <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Matteo Balocco</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-9283</link>
		<dc:creator>Matteo Balocco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2006 20:53:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-9283</guid>
		<description>My two cents. 
Credo che il ruolo dell'infiltrato sia un ruolo estremamente rischioso e assolutamente controproducente. I post/commenti/articoli in questione sono facilmente identificabili e rappresentano una forma di spam che forse gli stessi tenutari dei blog e dei forum dovrebbero tenere maggiormente sotto controllo.
In una campagna di comunicazione che si dichiara virale o non convenzionale è consigliabile piuttosto prendere accordi diretti con pochi ma ben definiti blogger, proponendo il prodotto e mettendosi in gioco. Un rischio molto difficile da prendere ma che in fin dei conti, se si crede nel prodotto, si può correre. 
Personalmente, pur lavorando nel settore, credo che si sia aperta una nuova stagione nel marketing interattivo e in particolare in quello su web.
Credo che se da un lato i trend segnalati su questo stesso blog qualche settimana fa avranno il loro spazio nel prossimo anno, beh... le aziende e le agenzie di comunicazione dovranno fare i conti con un vero e proprio ribaltamento del piano prospettico. Addirittura potrebbero non dover neppure investire in promozione per "promuovere" un prodotto. Dovranno semplicemente produrlo "bene". Facile no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>My two cents.<br />
Credo che il ruolo dell&#8217;infiltrato sia un ruolo estremamente rischioso e assolutamente controproducente. I post/commenti/articoli in questione sono facilmente identificabili e rappresentano una forma di spam che forse gli stessi tenutari dei blog e dei forum dovrebbero tenere maggiormente sotto controllo.<br />
In una campagna di comunicazione che si dichiara virale o non convenzionale è consigliabile piuttosto prendere accordi diretti con pochi ma ben definiti blogger, proponendo il prodotto e mettendosi in gioco. Un rischio molto difficile da prendere ma che in fin dei conti, se si crede nel prodotto, si può correre.<br />
Personalmente, pur lavorando nel settore, credo che si sia aperta una nuova stagione nel marketing interattivo e in particolare in quello su web.<br />
Credo che se da un lato i trend segnalati su questo stesso blog qualche settimana fa avranno il loro spazio nel prossimo anno, beh&#8230; le aziende e le agenzie di comunicazione dovranno fare i conti con un vero e proprio ribaltamento del piano prospettico. Addirittura potrebbero non dover neppure investire in promozione per &#8220;promuovere&#8221; un prodotto. Dovranno semplicemente produrlo &#8220;bene&#8221;. Facile no?</p>
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	<item>
		<title>By: niccolò</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-9267</link>
		<dc:creator>niccolò</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2006 18:45:05 +0000</pubDate>
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		<description>Fluido, per me nessun problema, anzi! mi piace leggere il tuo blog e i commenti dei tuoi ospiti :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fluido, per me nessun problema, anzi! mi piace leggere il tuo blog e i commenti dei tuoi ospiti <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: fluido</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-9258</link>
		<dc:creator>fluido</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2006 17:22:34 +0000</pubDate>
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		<description>@niccolò + @massimo
...ci mancherebbe. siete sempre i benvenuti! mio tono un pò provocatorio per "scaldare" la discussione sul tema del post...
a presto. un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@niccolò + @massimo<br />
&#8230;ci mancherebbe. siete sempre i benvenuti! mio tono un pò provocatorio per &#8220;scaldare&#8221; la discussione sul tema del post&#8230;<br />
a presto. un saluto</p>
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	<item>
		<title>By: niccolò</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-9242</link>
		<dc:creator>niccolò</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Nov 2006 14:44:42 +0000</pubDate>
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		<description>ciao!
sono daccordo con massimo. se la campagna è in fase conclusiva ha ben senso raccontare come è nata e come si è sviluppata la campagna. tra gli obbiettivi di una campagna annovero anche i blog come il tuo che trattano di comunicazione innovativa. chi meglio dei professionisti per raccontare il tuo progetto? in ogni caso arriverà qualcuno che sezionerà e analizzerà la tua campagna a fondo. meglio raccontarlo io prima per non incappare in recensioni bislacche. ovvio che la critica ci sta, ci macherebbe, ma almeno tagli fuori quelli che della campagna non hanno capito niente.

tornando alla tua domanda iniziale: poi mi dici quanti click ti porta il tuo commento"
forse pochi, ma sono dell'opinione che non tutti i click pesano uguale!
saluti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao!<br />
sono daccordo con massimo. se la campagna è in fase conclusiva ha ben senso raccontare come è nata e come si è sviluppata la campagna. tra gli obbiettivi di una campagna annovero anche i blog come il tuo che trattano di comunicazione innovativa. chi meglio dei professionisti per raccontare il tuo progetto? in ogni caso arriverà qualcuno che sezionerà e analizzerà la tua campagna a fondo. meglio raccontarlo io prima per non incappare in recensioni bislacche. ovvio che la critica ci sta, ci macherebbe, ma almeno tagli fuori quelli che della campagna non hanno capito niente.</p>
<p>tornando alla tua domanda iniziale: poi mi dici quanti click ti porta il tuo commento&#8221;<br />
forse pochi, ma sono dell&#8217;opinione che non tutti i click pesano uguale!<br />
saluti!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: fluido</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-8722</link>
		<dc:creator>fluido</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 19:10:38 +0000</pubDate>
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		<description>cara casalinga,
mi trovo in parte d'accordo con la tua riflessione "filosofica" sulla pubblicità. 
però se vuoi "bannare" la riflessione contenuta nel post semplicemente come  un "volemose bene" o una questione di buoni o cattivi... allora permettimi di dirti che sei fuori strada.

ti cito:
"Il mondo non si divide in buoni e cattivi. E’ una visione troppo semplicistica di ciò che è la comunicazione." 

Ma va'? C'era bisogno di specificarlo!
rispondo io! 
Non volevo fare il predicatore!

Cerchiamo di andare un pò oltre...nessuno si aspetta che da domani perchè ci sono i blog, i forum,...le aziende da subito inizino a  comunicare in modo diverso grazie alla redenzione etico-morale delle agenzie di pubblicità.
In fondo per quanto ci sforziamo di essere etici e morali i "dindini" da qualche parte dobbiamo pur portarli a casa non credi?

il punto è un altro. a te scoprirlo se hai voglia, tempo ed energie.

un saluto
(il tono è un pò duro, ma non è una questione personale.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara casalinga,<br />
mi trovo in parte d&#8217;accordo con la tua riflessione &#8220;filosofica&#8221; sulla pubblicità.<br />
però se vuoi &#8220;bannare&#8221; la riflessione contenuta nel post semplicemente come  un &#8220;volemose bene&#8221; o una questione di buoni o cattivi&#8230; allora permettimi di dirti che sei fuori strada.</p>
<p>ti cito:<br />
&#8220;Il mondo non si divide in buoni e cattivi. E’ una visione troppo semplicistica di ciò che è la comunicazione.&#8221; </p>
<p>Ma va&#8217;? C&#8217;era bisogno di specificarlo!<br />
rispondo io!<br />
Non volevo fare il predicatore!</p>
<p>Cerchiamo di andare un pò oltre&#8230;nessuno si aspetta che da domani perchè ci sono i blog, i forum,&#8230;le aziende da subito inizino a  comunicare in modo diverso grazie alla redenzione etico-morale delle agenzie di pubblicità.<br />
In fondo per quanto ci sforziamo di essere etici e morali i &#8220;dindini&#8221; da qualche parte dobbiamo pur portarli a casa non credi?</p>
<p>il punto è un altro. a te scoprirlo se hai voglia, tempo ed energie.</p>
<p>un saluto<br />
(il tono è un pò duro, ma non è una questione personale.)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: La casalinga di Voghera</title>
		<link>http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-8687</link>
		<dc:creator>La casalinga di Voghera</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 13:13:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://fluido.wordpress.com/2006/11/17/confessioni-di-una-ex-infiltrata/#comment-8687</guid>
		<description>Il mondo non si divide in buoni e cattivi. E' una visione troppo semplicistica di ciò che è la comunicazione. Che cosa dovremmo dire allora di certi servizi che passano in tv su reti nazionali, di certi articoli stampa subdoli e truffaldini, di sponsorizzazioni inopportune, dei testimonial, di celebrities che indossano vestiti a pagamento e quant'altro? I seeder sono solo la declinazione in chiave moderna di un'attività che è sempre esistita. La linea di demarcazione tra ciò che è pubblicità e ciò che non lo è, di fatto, non esiste. E, secondo me, non è mai esistita.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo non si divide in buoni e cattivi. E&#8217; una visione troppo semplicistica di ciò che è la comunicazione. Che cosa dovremmo dire allora di certi servizi che passano in tv su reti nazionali, di certi articoli stampa subdoli e truffaldini, di sponsorizzazioni inopportune, dei testimonial, di celebrities che indossano vestiti a pagamento e quant&#8217;altro? I seeder sono solo la declinazione in chiave moderna di un&#8217;attività che è sempre esistita. La linea di demarcazione tra ciò che è pubblicità e ciò che non lo è, di fatto, non esiste. E, secondo me, non è mai esistita.</p>
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