una provocazione …della serie: “il marketing oramai non è + rivolto alle persone ma agli algoritmi”

ci risiamo! …della serie:” le sette virtù del web 2.0″

parole sante! …della serie:” starbucks (scott bedbury) insegna”

cose così capitano una volta nella vita! …della serie:” questi i risultati del tormentone mentos+diet coke” (ma mentos è stata brava a cavalcare l’onda)

altro da dire? sì
rispetto all’ultima conferenza, quella di Orlando dell’anno scorso, l’industria WOM Marketing US è cresciuta molto.
Vale a dire …incominciano a girare i dollari… quelli “quasi veri”!
Considerazione supportata dal fatto che la prima giornata del summit, quella del 12 dicembre, più che un training (come era invece stata la conferenza di Orlando), è stata una sales pitch di aziende del settore.
Interessanti e molto invece, la giornata dell’11 dicembre interamente dedicata alle nuove metriche di misurazione e quella del 13 dicembre, più pratica ricca di case histories che andavano in profondità.
Novità?
Ripeto! le novità più rilevanti sono:
_ l’uso di nuove metriche di misurazione dei risultati delle campagne incentrate su strategie di word of mouth marketing, sia on-line che off-line.
_ un’estenuante cura e attenzione nei confronti del target,… ops!,… scusate …del consumatore, ma quello che influenza, che evangelizza, che massimizza gli effetti delle nostre/vostre campagne.
differenze rispetto alla situazione europea/italiana?
_ lì i player del mercato sono sicuramente organizzati, strutturati, uniti. e questo porta legittimazione, standard di mercato,…e quindi denaro!
_ è anche vero che loro hanno un “vantaggio culturale” ( ripeto “vantaggio culturale”tra virgolette!!!) rispetto a noi… e cioè che social network tipo myspace e second life esistono e funzionano. per non parlare poi di bzzagent e dei suoi adepti. non sono così convinto che in Italia questi modelli siano facilmente esportabili, per lo meno a breve.
ma questo… come dire… non è un problema. anzi rende la competizione più avvincente e creativa. giusto Gianluca?
December 22, 2006 at 9:31 am
Ciao Luca,
grazie per il solito reportage attento e puntuale.
Se da un la to mi fa piacere vedere i grandi passi avanti dell’industria WOM americana in termini di Riconoscibilità, Legittimazione e Misurabilità … dall’altra mi spaventa il sempre maggiore distacco che si crea con l’idustria WOM nostrana che assomiglia sempre di più a quei siti in costruzione del web 1.0 con l’omino che picconava.
Sicuramente i loro modelli non sono esportabili e forse vanno adattati o semplicemente osservati. In Italia - o Europa - credo sia necessario valorizzare prima quello che abbiamo e quello che già facciamo con successo (vedi le operazioni di Ebola, di Veryweb, di Icemedia e di tante altre agenzie specializzate); dare risposte concrete alla prime timide richieste delle aziende … piuttosto che impressionarle con ciò che avviene oltreoceano e che di solito genera una risposta timorosa del tipo: beh allora non siamo ancora pronti a confrontarci con loro ed a fare un salto nel buoi in Italia.
Quello che proponiamo deve essere innovativo - per le aziende - e non IGNOTO.
Grazie per l’ospitalità e auguri di un sereno Natale
Gianluca
April 11, 2007 at 9:39 pm
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