Archive for the ‘advertising’ Category

un esempio di “infiltration”

May 9, 2007

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questo è ciò che recita la mail ricevuta da “marione esposito” qualche ora fa:

“Ciao Fluido,
studio marketing e volevo segnalarti una operazione di Beck’s a mio parere molto in stile 2.0.
Tempo fa qualcuno ha messo in rete la parodia dell’ultimo spot Beck’s… la stessa Beck’s ora ha pensato di aprire un concorso: gira il tuo finale dello spot “Aereo”…
In palio c’è un viaggio per 4 persone a Madrid.
Tutte le informazioni sono su becks.it e quindi non ti annoio oltremodo.
Quello che è interessante in tutto questo, a mio parere (e mi pare di aver visto che qualcuno ne ha scritto in tal senso) è che Beck’s ha in qualche modo approfittato dell’ironia fatta sul suo spot cercando di portare acqua al proprio mulino.
Una bella reazione a mio parere.
Ciao. Continua così. Marione”

… potrò anche sbagliarmi… ma questo caro marione… o chiunque ci sia dietro quel “marione” mi sembra veramente un pessimo esempio di “infiltrazione, stealth marketing… chiamatelo come volete… “

… non penso che il mio blog abbia il potere di generare molto buzz, in generale e tantomeno sull’operazione becks, che tra le altre cose è palesemente fake!
magari chi te l’ha commissionata poi scriverà un report al cliente dicendo…”ne ha parlato questo o quel blog… oppure l’operazione ha generato questo o quel buzz…”
ma mi domando: che senso ha tutto questo?, è questo il nuovo marketing che avanza…? mi verrebbe da dire allora …preferisco i banner… mi sento meno preso per il culo!…

e ancora mi domando l’attività di seeding, una delle componenti chiave di una campagna di marketing virale, deve per forza basarsi sul raggiro delle persone?
non può essere trasparente? presentare dei fenomeni palesemente fake come spontanei, male tra l’altro, è la chiave di una buona inseminazione virale?

io delle risposte le ho… ma magari ne parleremo più avanti…

ma mi aspetto di tutto… magari che l’autore fake del fake spoof del video becks, mi scriva dicendo che l’ha girato veramente…

poi marione … parliamoci chiaro… potevi almeno evitare la frase finale: “ciao, continua così”… se continuo così il blog lo chiudo… posto una volta alla settimana quando va bene… insomma tutto si può dire tranne che il fluido scorra zampillando ultimamente… una frase del tipo: “ciao. fluido non mollare” forse sarebbe stata più pertinente… non credi! in questo blog-fluido-momento…

Okkio al copywriting ci vuole mestiere per fare quello che fai tu…

buonanotte e perdonami se faccio qualche scongiuro… “maschile”….

di nuovo in viaggio… alla ricerca di stimoli

March 19, 2007

si parte domani per una due giorni che si presenta molto interessante … se non altro per le “teste” coinvolte nel dibattito.

… Kevin Roberts - Worldwide CEO, Saatchi & Saatchi
… John Shaw – Head of Planning, Ogilvy
… Carsten Beck – Head of Research, Copenhagen Institute for Future Studies
… Martin Raymond - Futures Director, The Future Laboratory
… Russell Davies – Founding Partner, Open Intelligence Agency
… Tim O’Kennedy – Managing Director, Wieden + Kennedy Amsterdam
… Douglas Broadley – Global Creative Director, Imagination
… Mike Bennett – Creative Director, Digit
… Simon Jordan – Founder, Jump Studios
… Ben Terret – Founder, The Design Conspiracy
… Tim Ashton – Founder, Antidote
… Daniel Floyed – Managing Director, Euro RSCG Fuel
… Michael Wall, Founding Partner Fallon London,
President International Fallon Worldwide
… Mark Boyd – Head of Content, BBH London
… John Carver – Founder, Cunning
… Timo Veikkola - Senior Futures Specialist, Consumer Vision, Nokia Design
… Ed Robinson – Founding Partner, The Viral Factory
… Kay Hook – MD, Scholz and Friends Stockholm

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il tema è “l‘integrazione Through a series of innovative and challenging panel sessions we will be analysing the real opportunities for genuine integration in all aspects of brand communication from advertising to design, PR, branded entertainment, environments, live events and everything in between”

qualcuno oggi mi ha detto: ” ma cosa ci vai a fare?” e io ho risposto: “una boccata d’ossigeno! ogni tanto fa bene”
…è vero io per natura sono un pò zingaro, ma come ho avuto modo di specificare altre volte e anche su questo blog, raramente ai convegni scopri la “Verità Ultima!” tuttavia sono sempre occasioni di confronto, riflessione e…

spero di ritrovare la voglia di scrivere e di raccontarvi… quella che in questo periodo scarseggia… sicuramente per la stanchezza ma anche per la mutazione in corso… quella che sta investento me e il mio blog.

a presto

meme day

January 16, 2007

grazie Marta.
ultimamente la sintesi è un dono che ho riscoperto.

Cos’è la pubblicità oggi?
un’adolescente (femmina) con i brufoli e gli ormoni un pò sballati

Quale ruolo dovrebbe avere?
costituire un’”esperienza” rilevante e significativa per la persona

Cosa dovrebbe offrire per tornare a creare valore per l’utente?
a mia suocera, se le chiedi qual’è una delle “condicio sine qua non” per giudicare se la compravendita di un immobile è un affare ti dice:” location! location! location!”

io dico

branded utility! branded utility! branded utility!

i2ps:
_ a tutte le donne: non temete sono femminista!
_ per leggere post più intelligenti di questo:
minimarketing
maurizio goetz
gianluca arnesano

cos’è una brand?

January 4, 2007

“Una brand è l’emozione viscerale (”gut feeling”) che una persona prova di fronte ad un prodotto, ad un servizio o ad un’azienda”
marty neumeier, autore di ZAG, the #1 strategy of high-performance brands

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download immagine (pag. 24-25 del libro):prospetto discipline.pdf

uno dei libri più intelligenti che ho letto negli ultimi mesi.
buon inizio d’anno

blog marketing/brand blogging…?

December 3, 2006

se un blog possa essere utilizzato come un valido strumento di marketing…è una dubbio che mi (per)seguita da quando… i mercati sono conversazioni. e francamente rimango freddo e scettico di fronte agli innumerevoli tentativi che alcune aziende hanno fatto negli ultimi mesi.
i corporate blog sono un’altra cosa, quelli sì che se fatti in un certo modo hanno senso!

sul caso bonduelle minimarketing ha, secondo me, già detto, e bene!, tutto quello che c’era da dire…

ma ecco che quasi contemporaneamente sono spuntate altre due iniziative molto diverse tra loro ma che entrambe utilizzano lo strumento “blog”:

questo è powered by: nivea (con la collaborazione di admaiora)

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e questo è powered by: vivilastminute (con la collaborazione di blogo)

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a voi scegliere quello che vi piace di più! riusciranno entrambi a realizzare lo scopo per cui sono stati creati? quale è il loro fine? far conoscere un marchio? attirare l’interesse degli influencer? creare “conversazioni”? migliorare l’indicizzazione sui motori di ricerca? creare engagement?… sono tutti e due operazioni “one shot!”? una sì e l’altra no?…

a me una delle due iniziative piace. qual’è?

come le brand utilizzano YouTube: i 2 livelli

November 30, 2006

Traduco (parzialmente) e condivido con voi queste riflessioni di john bell, su come le aziende ultimamente utilizzano YouTube.

” Le aziende utilizzano youtube per 5 ragioni:

1. perchè è una piattaforma utile per far sfogare i costosi team creativi delle proprie agenzie di pubblicità
(un pò come per la TV)senza il vincolo dei 30″ o 60″ degli spotTV

2. perchè YouTube, dati i numeri della sua audience, (100 milioni di streming video al giorno che rappresentano il 60% di tutto il materiale video servito sul web) può essere considerato un “mass-media” a tutti gli effetti.

3. perchè i video sono “inscatolati” e facilmente controllabili. Le aziende possono dire di aver “compreso” l’impatto dei social media senza aver instaurato una relazione bidirezionale con gli utenti.

4. perchè è uno strumento che permette di stabilire un legame emozionale tra brand e consumatori basato sul linguaggio video e sullo storytelling.

5. la parola “video virali” suona sexy e rende le marche desiderabili.

MA!

ecco quello che le aziende che usano youtube non hanno ancora capito:

Pianificare un successo come “dove evolution” o il movimento spontaneo (non-commerciale) “free hugs” è praticamente impossibile. sicuramente ci sono fattori comuni a tutti i video più popolari (situazioni pazze, effetti speciali assurdi, celebrities, cose che altri utenti possono mimare, umanità autentica, commedia, stupidi giochetti di animali domestici, giochi da bambini…). Rimane tuttavia la difficoltà di pianificare questi successi in anticipo!

Creare qualcosa che interessa e coinvolge le persone è diverso da creare qualcosa che quelle persone guarderanno come guardano uno spot TV.

Ci sono modi più interessanti di creare e pubblicare video su youtube…oltre che utilizzarlo come mera estensione delle proprie campagne pubblicitarie…

…dopo ulteriori considerazioni…bell sintetizza i 2 livelli d’uso di YouTube:

TV-like level
La maggior parte delle aziende utilizza YouTube come una piattaforma di condivisione di video “entertaining” riguardanti il brand o l’essenza della loro brand.
Questo è l’approccio tipico dell’advertising tradizionale. …”pre-roll, post-roll, contextual advertising”… Le aziende misurano il successo della campagna in termini di “views” (n° di visioni del video). Sono soddisfatte se i loro video fanno più di 100.000 views in un breve periodo di tempo. Molti non esiteranno a creare finti fenomeni, finti personaggi che cercano di “ingannare” gli utenti. Quello che producono in fondo è …”intrattenimento”… (vedi il caso LonelyGirl)

Social Media Level
In questo caso è richiesto maggior coraggio alle aziende. Avere coraggio significa creare video utili tipo: “come si fa a…”, video-interviste, invitare gli utenti alla co-creazione, supportare fenomeni, comportamenti o movimenti già esistenti.

Questo approccio porta all’utilizzo dei video per coinvolgere realmente gli utenti, attraverso una modalità che è estranea alla televisione. Molto spesso avere questo approccio significa avere meno controllo, quindi confidare nel fatto che i commenti e le “creazioni” degli utenti non nuoceranno alla marca anzi ne rafforzeranno la relazione.
Il successo in questo caso non si misura solo con le views ma anche con le conversazioni generate all’interno dei Consumer Generated Media (post/commenti nei blog, discussioni nei forum e nei newsgroup, ecc), con il coinvolgimento degli “influencer” e con la longevità di queste discussioni…

Queste quindi le caratteristiche dell’approccio “social media level”:

_ useful video

_ co-creation

_ community support (…questo confesso che non l’ho capito neanche io…)

misurazione audience dei video su youtube

November 27, 2006

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tubemogul, un servizio di misurazione gratuita delle views generate dai video che avete caricato su youtube.

Affrettatevi finchè è gratuito!

la lunga coda…della creatività

November 26, 2006

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Perchè nell’era dei mercati e dei media di nicchia c’è bisogno di “generalisti”?

questo ed altro qui.

Dada crea lo “youtube italiano”

November 21, 2006

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dopo libero… anche dada?

Advertlover: il digg dell’advertising

October 16, 2006

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