Archive for the ‘marketing virale’ Category

pensieri fluidi…

September 19, 2006

In questo periodo il lavoro mi occupa moltissimo…tanto che fluido, ultimamente, è un collage di link e documenti da scaricare…insomma, sarà anche una fase di transizione… ma non mi soddisfa.

detto questo.

gli ultimi post sembrano una rassegna stampa digitale di iniziative svolte da altre agenzie più o meno amiche.

Permettetemi quindi di precisare:

1. pubblico solo quello che mi piace. (l’amicizia e la conoscenza aiutano, ma l’obiettività resta)

2. nutro, forse…, l’illusione che anche nel nostro paese qualcosa stia cambiando nel mondo della comunicazione “innovativa” e non “innovativa a tutti i costi”…

l’ultimo progetto di Icemedia, segnalatomi da Gianluca, rientra appunto nella categoria di progetti secondo me validi.

provare per credere

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for a succesful navigation: nuovo video virale kenwood

September 15, 2006

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Ricevo da cari amici ed ex-colleghi (giuro non mi pagano…) e volentieri pubblico, il nuovo video virale di Kenwood Italia.

Shel Israel…Respect!

September 14, 2006

Molti di voi avranno già letto questo post di Shel Israel…tuttavia permettetemi di riportare questo passaggio sulla differenza tra marketing virale e conversational marketing.

Trovo che contribuisca a fare chiarezza:

“Instead, let’s look at conversational v. viral marketing. While they often appear in the same manner, they really are quite different or so it seems to me.

A viral marketing campaign may start on a whiteboard. They want to take something and push it out one-directionally. They hope to infect customers with something; to inject an additive into word of mouth engines. In almost all cases, the objective is money or getting someone elected. If they give you something, viral marketers are measuring that in terms of cost of goods sold.

By contrast a Conversational Marketer’s objective is to establish a mutually beneficial dialog. They also want an ROI but they understand that it is easier and faster to achieve this by being generous in conversation, by establishing credibility, transparency and trust. They understand they can make more money from better products and services by listening to customers and prospects some of whom may enter the conversation passionately filled with rage. By listen to the enraged and the impassioned, conversational marketers figure out how to adjust course and give people what they want, rather than try to persuade them to buy something they don’t want.

If you have not yet figured out why I post nearly 1000 times a year, let me explain that I am a conversational marketer. I’d love it if every reader buys my book, hires me to consult or pays a conference producer because I’m speaking at their event. But if you don’t do that, then it’s nice when you just come here leave comments here, or pick up what I’m talking about on your own blog or at your water cooler or in your car pool or over your backyard fence. Yes, I’m marketing myself, and I’m trying to build a personal brand. To do this, I try to be generous as often as I can.

But the only virus I want to spread is enthusiasm for the emerging social media.” Shel Israel

please…send a friend!

September 14, 2006

Spaesati, confusi…nausati dalla moda del marketing virale a tutti i costi?

Questo post allora è quello che fa per voi!

Perchè?
Per capire!

_ Perchè rappresenta l’essenza del marketing virale!

_ Perchè comprende ed esalta le logiche del passaparola!

_ Perchè sfrutta le potenzialità del network!

ma soprattutto perchè…questa campagna diffonde il virus e contemporaneamente lo cura!

via: claudio (cake london)

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Il futuro dell’entertainment: ecco gli 11 driver che lo caratterizzeranno

July 18, 2006

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Marketallica e Antifit ci propongono questo interessante ragionamento sul futuro dell’entertainment.

Ci offrono anche la possibilità di scaricare il file mindmap, per inserire eventuali cambiamenti e correzioni.

Mindjet, è un software utilissimo che serve gestire e visualizzare le informazioni in maniera collaborativa

ecco gli 11 driver:

  • “Virtual Self”
  • “Centralisation”
  • “Need to be different”
  • “Mixing”
  • “Co-Create!”
  • “Snack Size”
  • “Networking”
  • “Interactivity”
  • “On demand”
  • “Long Tail”
  • “Peer 2 Peer”
  • “Information Overload

Easy Ride: nuovo video virale Kenwood

June 27, 2006

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Ricevo da cari amici ed ex-colleghi e volentieri pubblico, il nuovo video virale di Kenwood Italia.
Dedicato a tutti quelli che hanno scarso senso dell’orientamento e per questo non possono fare a meno dei navigatori……..
attenzione pero’!


Nasce Invad.it ovvero “sconsigli per gli acquisti”

June 13, 2006

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Direttamente dalla scuola politecnica di design di Milano, ricevo e volentieri pubblico.

Invad è forse la testimonianza che le cose stanno cambiando anche a livello"accademico"? Spero di sì! Agli studenti del Politecnico i miei migliori auguri.

Di seguito il manifesto dell'iniziativa:

Invad è l’ultima frontiera della comunicazione pubblicitaria.
Nasce tra gli studenti di un master di advertising, nelle aule della Scuola Politecnica di Design di Milano.

Invad è una presa di coscienza e una provocazione insieme. Perché la pubblicità è passata dalla persuasione alla pervasione, insinuandosi ovunque per trovare nuovi territori d’ascolto, laddove gli individui – i famigerati target – hanno imparato a svicolare, criticare, boicottare, scegliere, consigliare e relazionarsi in maniera diversa.

I ragazzi, le persone – o peggio, i consumatori e i responsabili d’acquisto - sono sempre meno davanti a uno schermo e sempre più di fronte a un monitor o a un display, usano la rete per connettersi tra loro, per condividere e scambiare esperienze. A volte, un blog o un gruppo di discussione può condizionare un acquisto più di quanto possa fare uno spot o una doppia pagina.

I pubblicitari stanno precipitosamente cercando di intercettare il fenomeno, hanno coniato un nuovo lessico che parla di viral e guerrilla, ed è incredibile come a volte le parole siano testimoni di un disagio: da una parte, la semantica patologica che sintetizza la nuova capacità dell’advertising di propagarsi a livello virale attraverso il passaparola; dall’altra, il vocabolario belligerante chiama guerrilla marketing la battagliera resistenza degli addetti ai lavori per impedire ai target di guardare da un’altra parte.

Quindi, oggi come si può insegnare advertising a giovani studenti che potrebbero diventare i direttori creativi di domani?
I fondamentali valgono sempre, le regole del copywriting e del design per fortuna non cambiano, ma ci sono nuove consapevolezze di cui è obbligatorio tener conto. Passano dalla rete, dalle associazioni di consumatori, dai fenomeni di boicottaggio, dai movimenti nopub e da una convergenza mediatica sempre più diffusa che allontana il pubblico dai canali tradizionali.

Per questo a scuola impariamo a fare advertising usando i registri più attuali, ma con Invad abbiamo rotto gli indugi, fantasticando di profanare gli ultimi spazi ancora vergini. Volutamente dissacranti, visionari e – qualche volta – provocatori.
Immaginando brand che si fanno largo all’interno di improbabili media che l’invasione pubblicitaria dei nostri giorni non ha ancora considerato, forse per pudore.

E siccome il pudore non è nelle nostre corde, abbiamo raccolto tutte le nostre idee dentro un contenitore. Che oggi è questo blog e continuerà a raccogliere stimoli e spunti di chi vorrà cimentarcisi, ma anche denunce e testimonianze di quanti vorranno pubblicare l’ennesima intrusione di un advertising sempre più in difficoltà.

..e c’era bisogno di andare a Barcellona!…direte voi

May 22, 2006

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Sì dico io! Confermo che partecipare a questo tipo di conferenze arricchisce sempre, dal punto di vista professionale e umano. Anche se…., sebbene la caratura di alcuni degli speaker presenti alla conferenza fosse di indubbio prestigio, ritengo sia stata fatta troppa teoria e poca pratica (al contrario di quanto è avvenuto ad Orlando qualche mese fa).

Ad essere sincero, i momenti che ho apprezzato di più, sono stati quelli "a chiusura lavori" passati a discutere con i partecipanti dei reciproci progetti portati avanti nei rispettivi paesi di origine. Una delle domande che più ci siamo posti durante le nostre discussioni è stata: "what's next?"….meglio"cosa succederà dopo la sbornia di video virali, contenuti generati dai consumatori….ecc..?"

Nessuna risposta ovviamente, qualche ipotesi e indizio che vorrei condividere con voi attraverso le frasi "celebri" dei miei appunti:

  • " people brand themselves by the friends they have in the network"
    Mark Kingdon, ceo di organic, sul perchè la dodge caliber, ha già così tanti amici (2.136) su myspace, a soli 2 giorni dal lancio della campagna.
  • " buy advertising space to build a momentum/buzz, before seeding a campaign on myspace"
    Mark Kingdon, ceo di organic, su come generare l'aspettativa tra gli utenti, prima di utilizzare un social networks come myspace
  • " good content will rise to the top, bad content not!"
    Mark Kingdon, ceo di organic, in merito a questo spot e alla sua posizione nella graduatoria di youtube
  • "really ask permission to engage users in a community like facebook"
    Mark Kingdon, ceo di organic, sul futuro dell'advertising nei prossimi 5 anni…
  • "WOM communications are structured as story"
    Suresh Sood, University of Technology, Sydney
  • " a consumer comes to know a brand by creating a story of herself/himself"
    Suresh Sood, University of Technology, Sydney
  • "the created story brings the different parts of herself into a whole"
    Suresh Sood, University of Technology, Sydney
  • "unsolicited consumer stories help brands build advertising"
    Suresh Sood, University of Technology, Sydney
  • "word of mouth is the SOCIAL CURRENCY"
    Dave Balter, ceo BzzAgent, sul perchè alle persone piace essere Buzz Agent
  • "the long term future?: Specialized networks of communicators!"
    Dave Balter, ceo BzzAgent, sul futuro…
  • "best practice in wom marketing: baking marketing into the product"
    john moore, brandautopsy

“aiutateci a diffondere il passaparola”

May 2, 2006

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Stillfree.com, istant site "figlio" di Ecko Unlimited, azienda di street wear ispirata alla cultura graffittara HIP HOP, contiene materiale virale (video, testo, ecc…)

Ve lo segnalo tuttavia, non tanto per il video virale, ma per le innovative dinamiche di tipo "send a friend" che l'oggetto contenente il video virale presenta. Queste sono:

  • download still images: innovativa!!, quasi una rassegna stampa video per bloggers!
  • add this video to your site: innovativa!!! pezzo di codice (stile YouTube) da inserire nel proprio blog
  • email to a friend: nessuna novità!
  • download video: nessuna novità!

Amex + CGC

April 26, 2006

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Anche American Express, come Mastercard si butta nell'arena del Consumer Generated Content. Il concorso prevede che qualsiasi utente possa generare uno spot da 15" in linea con la proposition della nuova campagna Amex: "Mylife, My card".

L'iniziativa è frutto di una partnership tra Amex e il Tribeca Film Festival. Il vincitore sarà premiato da una giuria che comprende Martin Scorsese e M. Night Shyamalan, vincerà $15.000 e un biglietto per 2 per la cerimonia conclusiva del festival ( …dimenticavo anche il VIP treatment…)

Ma quello che mi preme segnalarvi sono le precauzioni prese da Amex per evitare "l'effetto negativo Chevy Tahoe" (anche se quella campagna era sul prodotto, questa è sul cliente/essere umano, sulla sua capacità di esprimersi) ovvero:

• Lo spot contiene materiale inappropriato (nudo, violenza, linguaggio scurrile)?

• Lo spot è incentrato su uno dei 13 temi connessi al claim "My Life My Card"?

• Lo spot rispetta i requisiti tecnologici richiesti?

• Lo spot è in grado di suscitare l'interesse dell'audience?

• Il brand Amex è appropriato allo spot?

• I clienti Amex e l'audience del Tribeca Film Festival apprezzerebbero lo spot?

• Lo spot, come dire…, è in grado di generare un certo "viral Buzz"?

Ma! giudicate Voi, ma le ultime 3, mi sembrano veramente……. 

via micropersuasion