Archive for January, 2006

Sent or not to send? This is the question. (part 2)

January 31, 2006

Via emarketer, ecco i grafici che precisano quanto ho scritto nel post di ieri.

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Campagna virale Dell + MySpace

January 31, 2006

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Leggo oggi un articolo su ClickZ di Mark Kingdon, ceo di Organic, che parla della nuova campagna virale di Dell. Ne parlo volentieri, anche perchè si riferisce ad un case study presentato ad Orlando durante il Womma basic training, al quale ho assistito.
Dell ha sviluppato questa nuova campagna virale per il lancio del suo nuovo MP3 player DJ Ditty che deve competere sul mercato con l’Ipod shuffle di Apple. Gli utenti incontrano sul sito un finto musicista chiamato Mitch che presenta un’approccio giocoso, irriverente e fresco nei confronti del prodotto e del brand.

Kingdon sottolinea come, una marca come Dell, piuttosto conservativa e orientata a risultati quantificabili abbia scelto di utilizzare il viral marketing per il lancio di un prodotto.

Forse perchè i risultati di una campagna virale sono misurabili? Secondo me la risposta è decisamente affermativa.

C’è però un’altra caratteristica della campagna che vorrei sottolineare che riguarda l’inseminazione della stessa.
Per raggiungere l’audience desiderata, ovvero giovani/teenager, Dell ha creato un’account a nome di DJ Ditty su myspace.com…..e funziona infatti attualmente il numero di amici di DJ Ditty sono oltre 10.000.

MySpace per chi non lo sapesse è una web community statunitense di giovani tra i 14-24 anni, per approfondimenti: “la piazzetta dei teenager USA è virtuale” Corriere della Sera

Send or not to send? this is the question

January 30, 2006

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Da uno studio dell’agenzia Sharpe Partners emerge che negli Stati Uniti l’89% degli utenti internet adulti è propenso a distribuire contenuti via e-mail. L’88% del materiale distribuito contiene giochini ed animazioni, mentre il 24% contiene informazioni personali professionali e finanziarie.

La ricerca inoltre evidenzia che il 63% degli utenti interpellati condivide contenuti almeno una volta la settimana, il 25% condivide contenuti giornalmente e che il 75% distribuisce contenuti ad almento altri 6 utenti.

Lo studio di Sharpe Partners dimostra che l’associazione di un brand al materiale virale incide lievemente sulla propensione degli utenti a diffondere contenuti “brandizzati”. Questa la situazione:

  • il 56% degli interpellati afferma di essere influenzato negativamente dalla presenza del brand
  • Il 43% afferma di essere influenzato positivamente dalla presenza del brand
  • il 5% dichiara di non distribuire materiale che contiene un messaggio pubblicitario

via brandweek

Open Source Marketing

January 27, 2006

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Spreadshirt è una società web-based che offre un servizio di stampa personalizzata su magliette e gadgets vari.

La novità e l’originalità è rappresentata dal fatto che per ideare il loro nuovo logo si affidano agli utenti.

Hanno infatti indetto un concorso attraverso un blog, “the open logo project“, con cui raccolgono proposte e progetti generati dai consumatori.

E sapete qual’è il premio? Cliccate qui e lo scoprirete. Troverete l’ennesimo esempio di una società che invece di fare il solito bannerone sul solito MSN, decide di affiancare il proprio marchio ad un’iniziativa fresca e coinvolgente! ma soprattutto partecipata da coloro che possono apprezzare e aquistare i suoi prodotti.

(per quelli che non avessero cliccato la società è: wacom)
Anche questo secondo me è WOM marketing! perchè? Perchè i consumatori sono raggiunti in un blog, ovvero in un luogo (seppur virtuale) dove condividono un’ esperienza e la comunicano!

via frontiering talk

un po’ di dottrina :cosa si intende per word of mouth marketing?

January 26, 2006

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Tipologie di WOM marketing classificate dalla WOMMA:

_ buzz marketing
utilizzare forme di intrattenimento o notizie di alto-profilo per convincere la gente a parlare della marca.

_ viral marketing
messaggi che informano o intrattengono, destinati ad essere scambiati tra gli utenti in maniera esponenziale, elettronicamente o via e-mail

_ community marketing
formare o supportare comunità di nicchia che condividono uno specifico interesse intorno ad un brand. (es: user groups, fan clubs e forums di discussione).
generare e fornire strumenti, contenuti e informazioni che supportino/alimentino queste communities.

_ grassroot marketing (grass=erba; root=radice)
grassroot si riferisce ai media alternativi, definiti anche anche “radicali?, dei cittadini, comunitari, e ancora i media dal basso ovvero grassroot media.
organizzare e motivare dei volontari che siano in grado di ingaggiare una vasta audience.

_ evangelist marketing
coltivare evangelists, sostenitori, volontari e incoraggiarli ad avere un ruolo di leadership attiva nella diffusione e veicolazione del “verbo? connesso ad un brand, prodotto o servizio.
(in poche parole far agire loro invece che agire direttamente voi!)

_ product seeding
piazzare il giusto prodotto al posto giusto nel momento giusto, fornendo informazioni o samples per influenzare indirettamente i consumatori

_ influencer marketing
identificare comunità “chiave? e opinion leaders in grado di parlare del prodotto ed influenzare l’opinione degli altri.

_ cause marketing
supportare cause sociali per ottenere il rispetto e l’appoggio degli individui “affezionati alla causa?

_ conversation creation
advertising, emails, frasi gergali buffe, intrattenimento, promozioni, talmente interessanti, divertenti e coinvolgenti da generare il passaparola, il buzz…..

_ brand blogging
creare blogs, partecipare a conversazioni che avvengono nella blogosfera, con lo spirito di instaurare conversationi aperte, sincere, trasparenti.
condividere informazioni chiave, che hanno valore, di cui la gente possa parlere.

_ referral programs
creare strumenti e soluzioni che permettano al consumatore soddisfatto di riferire e trasmettere la sua soddisfazione ad altri consumatori.

BMW: podcast+videocast

January 24, 2006

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I podcast e i videocast di BMW, confermano che l’industria automobilistica è quella più sensibile e innovativa nel testare nuovi canali di comunicazione e interazione con l’utente.

via webjungle

Possibili utilizzi dei feed RSS

January 24, 2006

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Via micropersuasion, scopro questo interessantissimo post di basement.org, in cui viene suggerito un uso alternativo degli RSS.

..e c’era bisogno di andare ad Orlando!…direte voi

January 24, 2006

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Sono tornato dalla WOMMA conference di Orlando. E’ stata un’esperienza molto interessante e formativa. Non solo ho avuto la possibilità di conoscere di persona alcuni “players” che oltreoceano stanno letteralmente “fondando” l’industria, ma ho anche avuto la possibilità di confrontarmi personalmente con alcuni bloggers (un esempio per tutti: steve rubel)….per capire, meglio!, per toccare con mano che oltreoceano i weblogs hanno una dignità uguale se non maggiore rispetto a quella degli altri media: radio, tv, carta stampata….

Una delle cose che più mi hanno colpito è l’esistenza negli Stati Uniti di una vera e propria industria legata al word of mouth marketing, comprese le nuove figure professionali che stanno emergendo intorno a questa disciplina.

Di seguito una serie di frasi e concetti estrapolati dai miei appunti:

  • honest marketing make more money
  • consumer respect and reputation drive sales
  • communication! not content rules the web
  • communications drives business results
  • customer!not capital is the constraining resource
  • wom is a new media channel
  • mass marketing vs niche marketing
  • the new marketing mantra is: ENGAGEMENT
  • consumer engagement

Word of Mouth Basic Training+ slow blogging

January 17, 2006

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Domani parto per Orlando, ritornerò lunedì 23.

a presto.

Satugo: “consumer generated business”….

January 17, 2006

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Consumer Generated Business, concedetemi l’ennesimo neologismo, per descrivervi questa geniale iniziativa di due designer danesi: Satugo.

Satugo non è altro che una palla rimbalzante con dentro un obiettivo. Può scattare foto quando colpisce una superficie oppure in volo quando scatta un timer. Non solo, “quando a riposo” funziona da webcam o hard disk portatile.

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Ma la cosa che più mi ha colpito è il modello di business. Infatti la possibilità che questo progetto venga realizzato, dipende esclusivamente da noi consumatori. Più persone si iscriveranno alla mailing list, più aumenteranno le chances di trovare finanziatori e quindi di realizzare e produrre in massa Satugo.

Mi ha colpito inoltre, nella sezione del sito media and download, la presenza di un press kit o forse dovrei dire un “blog media kit” (loro lo chiamano: blog material) completo di foto ottimizzate e testi che descrivono l’oggetto.

….e qui mi riallaccio al concetto (espresso nel post che parla di toyota) di brand “…worth blogging about”

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