Il Word of Mouth Marketing in 5 mosse

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Sottopongo alla vostra attenzione alcune considerazioni di Andy Sernovitz (womma) sul marketing del passaparola.
Il Word of Mouth Marketing è attuabile, monitorabile e pianificabile alla pari delle altre strategie di marketing. Si attua attraverso diversi strumenti: marketing virale, blogs, communities, programmi fedeltà e qualsiasi altra tecnica che faccia parlare i consumatori di un prodotto, un servizio, una marca.

In molti casi tuttavia il WOM, non é rappresentato da una specifica tecnica o strategia di marketing particolare, ma è “semplicemente”:

  1. un’efficace customer service capace di guadagnare il rispetto dei consumatori
  2. un prodotto eccezionale per design, funzioni, utilità, progettato appositamente per soddisfare i consumatori e generare word of mouth “organico”

Il word of mouth marketing non deve mai ingannare, (es: stealth marketing, ovvero quello invisibile ai radar dei consumatori, come certi aerei da guerra….)anzi, più è onesto, più è in grado di ottenere la considerazione e il rispetto dei consumatori.

Ecco le cinque T ovvero i 5 principi base che accomunano tutte le campagne di WOM marketing:

  • Talkers
  • Topics
  • Tools
  • Tacking part
  • Tracking

1. Talkers: “influenzatori” o gruppi di persone che dimostrano una dose di entusiasmo e conoscenze tali da facilitare la veicolazione di un messaggio all’audiece target.
I talkers possono far parte di un programma (evangelism program) specifico, oppure possono essere bloggers ai quali capita di recensire un determinato prodotto o servizio. La “sfida” consiste nell’imparare ad identificare il giusto gruppo di persone e fornire loro un valido argomento di discussione.

2. Topics: concetti(“portable concepts”) messaggi e idee semplici adatte al passaparola.
Possono essere frutto di sofisticati brand-building concepts oppure semplici come uno buono sconto, oppure “tangential ideas” cioè associazioni di concetti vagamente interconnessi tra loro. (tipo: JetBlue has TVs). Il tipo di messaggio non conta, conta la chiarezza, la semplicità. La “sfida” consiste nel generare un messaggio abbastanza interessante da essere veicolato tra i talkers e fornire a questi ultimi strumenti che facilitino la conversazione.

3. Tools: tecniche e tecnologie facilino lo sviluppo del passaparola all’interno delle conversazioni.
Sconti famiglia “impacchettati” in e-mails facili da inoltrare ad amici e conoscenti, blogs aziendali che parlino direttamente ai consumatori(fans) consentendo loro di condividere delle storie, On line communities che rappresentino un riferimento, una casa per le più disparate conversazioni, programmi evangelici che supportino ed incoraggino i fans a parlare…………La “sfida” consiste nel mantenere vive le conversazioni, partecipando.

4. Taking part: partecipare alle conversazioni ed instaurare un genuino dialogo bi-direzionale.
Questa è la parte più difficile ed impegnativa per qualsiasi marketer. Quando un’azienda apre le porte alla gente reale e la incoraggia a parlare del proprio brand, la gente si aspetta che l’azienda partecipi a quella conversazione. Occorre rispondere ai messaggi dei consumatori, accettare le loro opinioni espresse nei blogs, partecipare ai forum, rispondere al telefono… Altrimenti l’azienda subirò tutti gli effetti negativi di una mancata promessa. La “sfida” consiste nel monitorare le conversazioni e trasferire gli insegnamenti nel proprio piano di marketing.

5. Tracking: misurare le conversazioni che si tengono sull’internet.
Sistemi e software di monitoraggio sia quantitativo che qualitativo, permettono alle aziende di conoscere ciò che gli utenti pensano di una marca, di un prodotto, di un servizio. E questo rappresenta uno dei vantaggi maggiori per i marketers, che supera di gran lunga ciò che emerge dai soliti focus group. La “sfida” consiste nell’imparare a valutare i feedbacks dei consumatori in modo tale da utilizzare le loro indicazioni per costruire aziende migliori.

Riassumendo: Il WOM marketing non è poi così complicato. Fornite alla gente reale cose interessanti di cui parlare e facilitate l’avverarsi di tali conversazioni.

via marketingprofs

3 Responses to “Il Word of Mouth Marketing in 5 mosse”

  1. infetta Says:

    grazie fluido, il post è molto chiaro e didascalico. Il tuo contributo alla comunità di viral marketers è grande.

  2. asdce Says:

    condivido al 10000%😉

  3. Luachan Says:

    asdce sono io, eh! oggi ho creato un blog all’associazione di mio padre e ho dimenticato il log out

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