Quali ostacoli per le agenzie e i clienti nell’adozione di strategie basate sul WOM

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Segue la traduzione dell’intervista-podcast a Dan Buczaczer, vice president di Reverb-SMG, in cui si discute degli ostacoli che le agenzie e i clienti si trovano ad affrontare quando considerano l’adozione formale di strategie basate sul Word of Mouth Marketing.

D: Quale pensi sia oggi il maggior ostacolo che le agenzie devono affrontare nel proporre ai loro clienti strategie di word of mouth marketing accanto a quelle tradizionali?

R: il maggior ostacolo, lato agenzie, risiede nella fama che il WOM ha, e cioè di essere considerato il “new kid on the block” dell’industria, anche se esiste da sempre.
I clienti iniziano a dimostrare crescente interesse e curiosità nei suoi confronti, tuttavia in pochi lo utilizzano, nella maggior parte dei casi, infatti, le agenzie propongono una strategia di marketing tradizionale suggerendo poi di destinare quello che rimane del budget iniziale in strategie sperimentali, tipo word of mouth.
Il salto che bisogna fare è “culturale”, riguarda la “mentalità”, occorre cioè proporre il word of mouth come elemento centrale di una strategia.
Si sta verificando quello che è successo agli inizi dell’era internet, quando le aziende consideravano il canale on-line come un eccellente utilizzo dei “left-overs” ovvero degli avanzi di budget,….ma poi la situazione si è evoluta e oramai possiamo affermare che l’internet ha la stessa dignità (se non maggiore” degli altri canali di marketing).
Il punto è questo, il modo migliore per sfruttare tutto il potenziale del WOM, sia per i clienti che per le agenzie, è di porlo al centro delle strategie di marketing.
D: Quale pensi sia oggi il maggior ostacolo che i clienti devono affrontare nell’adottare strategie di word of mouth marketing ?

R: I clienti sono spesso entusiasti di utilizzare un budget contenuto per quello che però considerano “un test” (one-off). La sfida, invece, consiste nel considerare le startegie di WOM come strategie di lungo termine, per cui dedicare budget, tempo ed energie per mantenere vive nel tempo le conversazioni.
E qui emerge l’aspetto più complesso, per fare questo infatti sarebbe necessario attuare cambiamenti strutturali interni alle aziende.

D: Come pensi che le agenzie dovrebbero “muoversi” per superare limiti e perplessità dei clienti?

R: Nonostante quello che ho appena detto, circa l’importanza della centralità del WOM nell’intera strategia di marketing dell’azienda, credo sia non solo naturale, ma corretto, compiere passi graduali acquisendo esperienza poco alla volta.
Oggi c’è più consapevolezza, non è più come agli inizi dell’era internet quando quest’ultimo veniva venduto come la pozione magica (“magic snake oil”).
In quest’epoca, quella del web 2.0, non è più così!, l’industria dell’on-line è più consapevole dei suoi punti di forza ma anche dei suoi limiti. Così anche per quanto riguarda il Word of Mouth Marketing è importante capire le sue potenzialità e i suoi limiti.

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