Evoluzione del fenomeno Consumer Generated Media

Leggo questo interessantissimo articolo di Drew Neisser, ceo di renegademarketing, sul futuro dei consumer generated media, meglio, su come le agenzie in futuro "gestiranno" o se preferite "dovranno gestire" l'utilizzo di contenuto generato dai consumatori nelle campagne pubblicitarie e vi propongo alcuni punti (secondo me) salienti del suo ragionamento.

  1. L'utilizzo di CGC essenzialmente è un modo efficace per ottenere gratuitamente contenuto e pubblicità, il problema è che in un prossimo futuro probabilmente i consumatori inizieranno a chiedersi come mai non vengono pagati.
  2. Se ogni azienda propone contenuto generato dai consumatori la differenziazione tra audience e produttori di contenuti si assottiglia e le aziende stesse diventano veri e propri distributori di contenuto.
  3. A questo punto nasce l'esigenza di filtrare meglio i contenuti. E' possibile fare un parallelo tra CGM e blogs, entrambi sono modi per esprimere se stessi, ma quando milioni di persone esprimeranno se stesse, arriveremo al punto in cui quando abbiamo trovato ciò che ci interessa non avremo più di tempo di "consumarla".
  4. Quindi i "marketers" che capiranno come filtrare e contestualizzare il contenuto generato dagli utenti acquisiranno una posizione privilegiata sul mercato. Un esempio lampante ci viene fornito da converse gallery. Qualcuno potrebbe ipotizzare che Converse stia già filtrando i contenuti separando quelli buoni da quelli cattivi, ebbene, supponendo che Converse continui a dimostrare questa sua abilità nell'identificare contenuti validi, il sito di Converse Gallery continuerà per molto tempo ancora ad avere visitatori (audience).
  5. I consumatori prima o poi inevitabilmente si stancheranno di generare contenuto gratis per aziende come MySpace senza che quest'ultime condividano i guadagni con loro. Certamente MySpace attualmente genera un valore in cambio dei contenuti generati dagli utenti, ma questo valore in futuro sarà sicuramente oscurato da altri siti di social networking che nasceranno.
  6. Ricapitolando: i marketer che sapranno filtrare i contenuti di qualità e condividere i guadagni con gli utenti prevarranno sicuramente sul mercato. Le origini di questo nuovo modello di business si intravedono in Amazon (attraverso i suoi affiliate programs) e in Google (vedi adsense).
  7. Non è fantasia immaginare un modello di retribuzione"cost per play" per contenuti che attraggono nuovi visitatori sul sito ospitante.
  8. Le opportunità di branding risiedono nel FILTRARE, CONTESTUALIZZARE e RETRIBUIRE contenuto di qualità.
  9. Pensate a YouTube: una delle caratteristiche più potenti del servizio che offre è la possibilità per qualsiasi utente di pubblicare sul proprio sito un video di YouTube. Pensate se YouTube pagasse gli utenti che usano questo servizio? probabilmente sentiremmo parlare di YouTube ancora per i prossimi 10 anni……

via imediaconnection

One Response to “Evoluzione del fenomeno Consumer Generated Media”

  1. fluido » Blog Archive » Vitrue: connecting brands with consumers! Says:

    […] Ricordate le riflessioni in merito al futuro del Consumer Generated Content…del suo possibile sfruttamento economico, …del ruolo delle agenzie,….. Qualcuno oltreoceano sembra averci già pensato. Nasce infatti Virtrue, prima agenzia pubblicitaria specializzata nel connettere in modo nuovo brands e consumers (quelli che sono anche producers…ovviamente). Come? […]

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