come contattare eticamente i blogger…

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La WOMMA ha recentemente pubblicato le 10 guidelines etiche che tutti i marketer dovrebbero considerare quando “contattano” i blogger.

Questi gli obiettivi dichiarati:

1. aiutare i marketer a muoversi onestamenete ed eticamente all’interno della blogosfera

2. spingere i marketers a rivelare la propria identità con i bloggers

3. proteggere i consumatori stabilendo standard etici che governino le azioni di marketing all’interno dei blog

4. proteggere la reputazione dei marketer da eventuali danni causati da comportamenti illeciti

Di seguito i 10 principi:

1. sarò sempre sincero e mai trasmetterò coscientemente false informazioni. non chiederò mai a nessuno di ingannare un blogger a mio beneficio.

2. dichiarerò chi sono e per chi lavoro (la mia identità ed eventuali appartenenze) fin dal primo contatto con un blogger (o in eventuali commenti all’interno di un blog).

3. non commetterò mai azioni contrarie alle regole imposte liberamente da un blogger. rispetterò tutte le guidelines di una community relative a come si postano messaggi e commenti.

4. non chiederò mai ad un blogger di mentire per me.

5. userò estrema cautela quando comunicherò con minori di età o su blog letti da minori di età.

6. non manipolerò mai programmi promozionali o di affiliazione per influenzare il guadagno dei blogger.

7. non utilizzerò sistemi automatici per postare commenti o distribuire informazioni.

8. mi rendo conto che remunerare i blogger può apparire come un conflitto di interessi e quindi dichiarerò apertamente eventuali compensi o incentivi.

9. mi rendo conto che se spedisco ai blogger i miei prodotti affinchè li valutino, i blogger non sono obbligati ad adempiere con post e commenti.

10. se i blogger “parlano” dei prodotti che gli sono stati spediti, io li sensibilizzero proattivamente a dichiararne la provenienza.

no…no…so cosa state pensando! …le regole non sono fatte per essere infrante! la blogosfera non perdona!

5 Responses to “come contattare eticamente i blogger…”

  1. Jacopo Gonzales Says:

    Ciao Fluido,

    personalmente avevo avuto modo di leggere quelle guidelines alcuni giorni fa, e rimasi stupido per il livello infantile raggiunto dal WOMMA.

    Mi spiego:

    1) queste guidelines trasmettono palesemente una notevole paura che le aziende hanno verso i blogger, come se questi fossero investiti di poteri particolari. Ora, è vero che se uno ha un blog piuttosto seguito, ed in quello riporta una sua diretta esperienza negativa legata ad un comportamento scorretto di un’azienda, beh certo la reputazione di questa non ne gioverà.

    Ma è altrettanto vero che il blogger non necessariamente ha la capacità di influenzare (aspirazione questa, piuttosto propria di una organizzazione sul Word of Mouth, che per ovvie ragioni punta al buzz) solo per il fatto che ha un blog.

    2) Il word of mouth peraltro si basa su tutt’altre dinamiche, spontanee, di trasmissione e diffusione del passaparola, ma quello che emerge da quelle 10 linee guida sembra essere più un invito ad un push costante (ma attento).

    3) Quelle guidelines sembrano scritte da un bambino per altri bambini.
    Forse manca l’11° ‘comandamento’: Promettete di fare i bravi?

    Sei daccordo?

  2. fluido Says:

    Ciao Jacopo,
    lo ammetto! mentre stavo scrivendo il post mi domandavo:”ma come possono delle persone adulte scrivere delle regole del genere…?
    avrei voluto infatti introdurre il post in maniera più ironica per calarlo maggiormente nella realtà “europea”…ma poi mi son detto: ”lasciamolo così testiamo le reazioni…”
    e tu prontamente commenti. mi fa piacere.

    il fattore “culturale” secondo me è determinante.
    Si sa come sono fatti gli americani…quel loro stile da paladini di giustizia…probabilmente i 10 comandamenti di cui sopra sono l’effetto del rinculo causato dal caso fake blog walmart+edelman. (http://www.consumerist.com/consumer/blogs/walmart-edelman-and-the-future-of-flogs-209194.php)
    Per questo forse le guidelines trasmettono un senso di paura o possono sembrare un cordiale invito ad infastidire correttamente i blogger…

    Non penso, però, emerga che i blogger siano omnipotenti e per loro intrinseca natura influenzatori a tutti i costi, penso invece, almeno così mi sembra da quello che leggo in giro, che oltreoceano le relazioni tra blogger ed aziende sono più numerose e consentimi, più “spinte”, che qua in italia.
    da qui forse la necessità di disciplinarle.

    è giusto? si?/no?, personalmente non lo so ancora… ma sono pienamented’accordo con te quando dici che il WOM si basa su logiche di diffusione spontanee.
    …quindi marketer se proprio dovete rivolgervi ai blog fatelo in maniera trasparente.
    il wom è l’effetto delle vostre strategie.
    probabilmente hai ragione tu…bastava dirlo così…

    Nutro tuttavia una speranza…che questo post faccia riflettere chi offre e chi compra servizi di comunicazione in italia…troppo spesso si sente parlare di infiltration con tutti gli annessi e connessi… c’è tanta disinformazione e tutti vogliono (as)saltare sul carro…
    meditate gente, meditate!

    un caro saluto e … promettimi di fare il bravo!
    luca

  3. Jacopo Gonzales Says:

    Ok, cercherò di comportarmi bene…🙂

  4. confessioni di una ex-infiltrata… « fluido Says:

    […] fluido fluido cerca fluido osserva fluido scorre « come contattare eticamente i blogger… […]

  5. francescoc Says:

    ciao fluido ciao jacopo,

    a dire la verita’ sono un po’ in contrasto con voi. Mi spiego: quando specificate che “il WOM si basa su logiche di diffusione spontanee” secondo me è vero solo in parte. Si può a mio avviso parlare di WOM se c’è una scintilla aziendale (codified buzz) o comunque se l’azienda inizia a sfruttare un WOM spontaneo per i propri scopi (da uncodified diventa codified buzz).

    Quindi non mi stupisce che il WOMMA abbia dettato delle guidlines in tal senso e non mi stupisce neanche che siano scritte in modo così semplice…insomma se è addirittura edelman ad infrangerle ed a “giocare sporco” creando dei flog, forse è necessario trattare i responsabili di marketing online come dei bambini!

    Sono d’accordo con fluido quando dice “oltreoceano le relazioni tra blogger ed aziende sono più numerose e consentimi, più “spinte”, che qua in italia.”
    ci sono studi interesanti su i c.d. e-fluentials e tech-fluential che ne testimoniano l’importanza nel processo d’acquisto…

    insomma, l’importanza dei bloggers sta crescendo e continuerà a crescere.
    i giochi scorretti come al solito non mancano e, anzi, provengono da chi del womma si fa sostenitore.
    quindi mi sembra proprio il caso di parlare facile!

    detto questo, non so se io riusciro’ a comportarmi bene🙂

    http://marketing-alternativo.blogspot.com
    tra qualche giorno pubblichero’ sul blog un articolo sul mktg virale…

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