Archive for March, 2007

marketing reloaded: “vieni avanti my internet”

March 31, 2007

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be’… scrivere del convegno dopo il reportage su Marketing Reloaded del Signore nella foto sopra… è molto difficile, meglio, ogni altro commento risulta se non superfluo…banale… per cui inizio raccontandovi di quando è entrato in sala e ha cominciato a sventagliare (per il caldo?) la cartellina con la B… appena mi sono registrato e ho visto che mancava il badge ho detto tra me e me: “chissà [mini] cosa inventa?” e infatti la “B cubitale” campeggiava sul retro della cartellina… (purtroppo non ho fatto in tempo a documentare…) avrei voluto alzarmi in piedi e sventagliare la mia in segno di riconoscimento! ma data la caratura dei personaggi che avevo di fianco non me la sono sentita.

chiudo questo premessa “tarallucci e vino” (…non che il resto del post sia migliore) comunque per dirvi (per chi non l’avesse conosciuto personalmente) che Gianluca di persona è immenso (in senso lato ovviamente) forse anche meglio di quanto si evince dal suo blog… è acuto, intelligente, il suo senso dello humor non lo abbandona mai.. sia che si parli di marketing o di cose serie. è stato veramente un piacere!

Andrea Boaretto , co-autore del libro che in quella sede veniva presentato, devo dire che è stato molto gentile e attento, dopo pochi minuti è venuto a cercarmi, si è accertato che avessi ricevuto user e password per la connessione waifai (sfortunatamente non sono riuscito a impostare il mio proxy e sì che pensavo di avere un signor proxy..e va be’ sarà per la prossima volta...anche se… Andrea mi sa che al 2500 erano andati a prendersi una birra al bar quella mattina! ho provato a chiamarli 7 volte… ma niente!) e mi ha fatto sedere in prima fila.

Confermo quanto [mini] ha detto sulle chiacchiere fatte con Boaretto e Pini alla fine del convegno… dimostrazione che forse alla lunga… la lunga coda vince sempre!…

I lavori sono iniziati con i primi 2 interventi di Nielsen Netratings.
Nel primo, dopo una breve introduzione sulla rivoluzione in atto (“il my internet” brr che brividi!!! ecc…) il focus si è spostato sulla necessità di misurarlo… ed ecco compaiono slide sulla classificazione delle categorie di “siti” appartenenti al “myinternet”, analisi dei percorsi di navigazione, segmenti, importanza del tempo di consumo dei nuovi media…
” la crescita del tempo di consumo riguarda la “frequenza” di accesso non il “tempo di permanenza”... di seguito ecco le 9 categorie:

_ giants (wikipedia, youtube..e poi non ricordo…)
_ communities (ebo, linkedin, facebook…)
_ bloggers (bloggers e relative piattaforme…)
_ niches (delicious..)
_ photosites (flickr & company..)
_ portals ( ovvero i desktop intelligenti…)
_ video (video social network minori…)
_ knowledge (yahoo answers…)
_ virtual life (habbo, second life…)

Non me ne vogliano ma questa classificazione mi lascia un pò perplesso… ma questo è anche un fatto personale, quando si parla di media sociali & co io faccio sempre fatica a ragionare … da centro media…

in ogni caso settimana prossima tutte le slide del convegno saranno on-line e potrete giudicare voi stessi ..e se poi volete spiegarmele siete i ben venuti… Andrea se mi leggi… per favore comunicaci quando saranno disponibili!

Per quanto riguarda il secondo intervento di Nielsen Netratings…si parlava di quanto l’internet incide sulle decisioni di acquisto e, francamente l’unica cosa che ricordo…, e qui gongolo! “l’ Italia spicca al primo posto (credo in europa) per quanto i BLOG influenzano le decisioni di acquisto!!! WOW.

si arriva poi all’intervento del professor Noci.

qui devo dire che al di là dei primi 6 minuti dedicati a Second Life... poteva anche risparmiarceli... (il sommo Bertelè comunque ci ha pensato lui “a bacchettarlo” un pò!) è la prima volta che sento una convinzione e un energia sincera da parte di sfere accademico/imprenditoriali mainstream, nei confronti della rivoluzione in atto…

insomma anche se per noi blogger/markettari/geek/autoreferenziali… (ma che poi in fondo di giorno si trovano a dover dire queste cose a partner e clienti….) sono cose trite e ritrite ho apprezzato frasi del tipo:

” il marketing mix deve spostarsi dalla logica di prodotto ad una logica di processo…”
” non ci devono essere più confini netti tra impresa e cliente, l’utente deve diventare protagonista del processo di creazione del valore…”
“….e poi scoperta della sensazione emozionale ed emotiva dell’individuo…”

Insomma, al di là di tutto, è importante che gran parte della classe dirigente ivi riunita, che come ha detto Nielsen è la più vecchia d’europa… si senta dire queste cose…
Confesso poi che quando tra i cases esposti c’era anche Bonduelle… altro che una sizza sarei andato a farmi… comunque…

e poi via con gli altri relatori… “la battaglia per conquistare il consumatore…” oppure “fortunatamente il TIVO non è ancora arrivato in Italia…” già sapete l’effetto che hanno fatto… comunque…

comunque è stato un piacere esserci, sarebbe stato meglio avere più tempo per fare le domande… avrei voluto chieder loro qual’è, meglio, quale sarà la reale portata dell’avvento dei mondi virtuali (” a la Second Life”). Al di là del trafiletto di 5 righe sul corsera e di qualche affissione pubblicitaria virtuale. Potrà influenzare da qui a due anni gli attuali e futuri modelli di business e i processi aziendali? se sì? come?

ecc…
ecc…

[mini] che dici? a questo punto non ci resta che il barbecue… e la lettura del libro.

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green marketing#2 + design

March 28, 2007

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… e secondo sarah rich, autrice dell’interessantissimo articolo letto su creative review e managing director di worldchanging.com, i designers hanno una grossa responsabilità, sta a loro “non dipingere di verde” ciò che in realtà non lo è!

(a questo proposito vi consiglio di leggere questo interessantissimo post sull’argomento di russell davies )

la cultura odierna è dominata dal consumismo, dall’eccesso, dal perpetuo desiderio di possedere nuovi prodotti e di accedere a nuove esperienze di consumo…in questo contesto la figura del designer diventa fondamentale nel ripensare come, attraverso i prodotti, coinvolgere i consumatori e trasformare la loro attitudine verso la quantità in attitudine verso la qualità, da un sistema di pensiero individuale ad uno collettivo.

Ci sono 4 categorie di green-oriented brand:

1_ le migliori non modellano la loro identità intorno al concetto si “sustainability”. La loro tendenza alla responsabilità sociale e all’ambiente fa parte del loro DNA, quasi fosse una caratteristica implicita, propria di qualsiasi marca rispettabile.

2_ alcune marche sfornano campagne di adv incentrate sul concetto di “green”, ma intenzionalmente incorporano uno spirito urbano e una tendenza estetica moderna per, diciamo così, combattere lo stereotipo costruito negli anni intorno al concetto “green”

3_ le peggiori sono le marche che aggressivamente si dipingono “verdi” quando non lo sono, per capitalizzare il trend e sfruttare il movimento ambientalista. (greenwashing). (… quando vengono scoperte… però… è la fine..)

4_ quest’ultima categoria è trasversale rispetto alle altre e potrebbe rappresentare la tendenza verso un consumo responsabile. le marche che appartengono a questa categoria considerano il design un elemento fondamentale. Design inteso come eliminazione degli eccessi, dematerializzazione, come contesto in cui l’esperienza ha la precedenza sul continuo consumo di cose.
“product service system“e “service designs “riconciliano gli oggetti alla loro funzione e permettono agli utenti di accedere al “beneficio” generato dal prodotto senza possederlo… quindi possibilità di consumare meno per ottenere lo stesso risultato.

esempi?
wir-hier service group: scaricami e leggimi per favore!
nau.com: i loro negozi sono chiamati webfront, nei Nau Webfront è possibile provare ogni capo della collezione presente in tutte le taglie…l’acquisto tuttavia avviene via web attraverso dei chioschi presenti negli stessi webfront. immaginate i benefici di questa filosofia… (dalla supply chain al processo produttivo)…
terra plana
backgroundstories.com

… to be continued …

green marketing

March 27, 2007

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non è una novità!
meglio…, il concetto di “green” non è una novità… va un pò di moda… è uno dei trend segnalati per il 2007 ma è soprattutto in UK e in US che si sta concretizzando… mutando i modelli di business, creando nuove opportunità imprenditoriali… ed entrando addirittura nel design e marketing mix.

tanto più che in US ci si inizia a domandare se non siamo di fronte ad una nuova bolla speculativa… dopo l’era delle dot-com ecco l’era delle watt-com… (l’articolo del NYT era presente anche ieri, in italiano, nell’inserto di repubblica).

post ispirato da Londra, da un’interessantissimo articolo di Creative Review , dal NYT, e dall’immenso John Grant.

Ma cos’è il green marketing?
Non si applica esclusivamente alla “promozione” di prodotti environmental-friendly. é un concetto più ampio che può essere applicato a qualsiasi bene destinato al consumo e ai servizi in genere.
Green Marketing comprende la seguente serie di attività:
_ modificazione dei prodotti
_ cambiamento dei processi produttivi
_ cambiamenti nella progettazione del packaging
_ cambiamenti nel modo di fare advertising

Già nel 1976 iniziarono i primi studi per determinare l’impatto delle attività di marketing sull’inquinamento, lo spreco di energia e di risorse naturali. Ma è sicuramente dagli anni novanta in poi che le aziende incominciano a considerare la scarsità di risorse naturali e sviluppano nuove e alternative vie per soddisfare i bisogni dei consumatori.

John Grant ci sta scrivendo un libro… e in un interessantissimo post delinea i confini della disciplina.
Riporto di seguito alcune delle sue riflessioni…

” It’s about making green stuff seem normal (and it’s not about making normal stuff seem green)”

1_ Green Marketing significa avere obiettivi congiunti: obiettivi di marketing e obiettivi ecologici.
2_ Evitare quello che viene chiamato “greenwashing” ovvero dipingere la propria facciata di verde per poi essere s…….ttanati dalle varie organizzazioni ecologiste (vedi qui)
3_ Gli aspetti più “eccitanti” del green marketing, attualmente sono: prodotto, servizio, innovazione degli stili di vita. Non significa che per essere cool bisogna per forza avere un’immagine green. La sfida è farla diventare una cosa normale.
4_ Il modo migliore per affrontare la questione “green” è: molte persone che fanno una piccola differenza piuttosto che poche persone che fanno un grosso cambiamento…
5_ L’unico grosso pericolo che il connubio “brand + green” può causare è grossa visibiltà per piccoli cambiamenti… col rischio di creare una cultura della compiacenza.

… to be continued …

grazie! marketing reloaded

March 26, 2007

disclaimer:
Post Timidamente Autocelebrativo… ma che ci volete fare! per me è stata una soddisfazione!

“Caro Fluido,
prima di tutto ci presentiamo: siamo Giuliano Noci, Fabrizio Maria Pini e Andrea Boaretto del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano.

Innanzi tutto complimenti per il Tuo blog: siamo lettori attenti degli interessanti post che pubblichi sui temi del Web 2.0 e dei modelli di business emergenti. Il Tuo blog si è, infatti, rivelato molto utile nella stesura del nostro ultimo libro – dal titolo “Marketing Reloaded – leve e strumenti per la co-creazione di esperienze multicanale” (cfr. file allegati) -, che verrà pubblicato nella prima settimana di aprile da Il Sole 24 Ore contemplando nella bibliografia il riferimento esplicito alle Tue riflessioni. Sperando di farTi cosa gradita, vorremmo inviarTi una copia omaggio del libro all’indirizzo che eventualmente ci indicherai.

Ci permettiamo, inoltre, di invitarTi al convegno “Marketing Reloaded: slogan o vero cambiamento?” che si terrà Venerdì 30 Marzo 2007 presso l’Aula Rogers del Politecnico di Milano, via Ampere 2, Milano alle ore 9.00. L’obiettivo è presentare il nuovo paradigma di marketing nell’era del Web n.0 e dibattere sul binomio vincente tra marketing e tecnologia (www.mip.polimi.it/reloaded).”

Ti ringraziamo anticipatamente per l’attenzione. Nella speranza di incontrarci il 30 marzo, Ti porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Andrea Boaretto, Giuliano Noci, Fabrizio Maria Pini “

…ecco un buon esempio di… marketing reloaded

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e voi? di che blog siete?

March 26, 2007

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Distraction blogging:
ciò che motiva a “bloggare” è pura indulgenza verso se stessi. narcisisti e allarmanti agli occhi degli osservatori dei social media. motivati a bloggare da ragioni personali inerenti ad una situazione problematica. la “vita reale” intrappola costoro in doveri oppressivi.
Archive blogging:
motivati a bloggare sia dall’expertise che dalla continua e appassionata ricerca della materie che interessano. Condividono quello che sanno in modi che aiutano le altre persone. Costruiscono un’archivio della loro “saggezza” e godono quando post scritti nel passato sono attuali e ancora ricercati. Offrono i loro “doni” generosamente e unilaterlamente affinchè gli altri ne beneficino.
Conversation blogging:
bloggano guidati da motivazioni reciproche. un vero e proprio “do ut des”. Crescono, cambiano, imparano e creano attraverso scambio e benefici reciproci. Costoro sono mossi dallo “scambio” e dall’esplorazione reciproca.
Democratic blogging:
guidati da motivazioni politiche legate a particolari circostanze reali, dalla visione del futuro e del progresso “che va in quella direzione”…
Attraverso questo tipo di blogging avvengono cambiamenti nelle dinamiche sociali, nella distribuzione del potere e nel controllo dei risultati.

A motivazioni diverse per bloggare corrispondono diversi effetti nei confronti dell’audience. Alcuni blog riflettono un movente preciso e costante altri cambiano linea frequentemente. Alcuni blogger subiscono un’evluzione, da motivazioni base a motivazioni “più alte”. Queste possibili evoluzioni permettono ai blog di apportare nel mondo un contributo maggiore e migliore.
via growchangelearn.blogspot.com

UPDATE:
ops!… non avevo notato il post di marketingusabile … mia svista..(la blogosfera corre troppo veloce….)

di nuovo in viaggio… alla ricerca di stimoli

March 19, 2007

si parte domani per una due giorni che si presenta molto interessante … se non altro per le “teste” coinvolte nel dibattito.

… Kevin Roberts – Worldwide CEO, Saatchi & Saatchi
… John Shaw – Head of Planning, Ogilvy
… Carsten Beck – Head of Research, Copenhagen Institute for Future Studies
… Martin Raymond – Futures Director, The Future Laboratory
… Russell Davies – Founding Partner, Open Intelligence Agency
… Tim O’Kennedy – Managing Director, Wieden + Kennedy Amsterdam
… Douglas Broadley – Global Creative Director, Imagination
… Mike Bennett – Creative Director, Digit
… Simon Jordan – Founder, Jump Studios
… Ben Terret – Founder, The Design Conspiracy
… Tim Ashton – Founder, Antidote
… Daniel Floyed – Managing Director, Euro RSCG Fuel
… Michael Wall, Founding Partner Fallon London,
President International Fallon Worldwide
… Mark Boyd – Head of Content, BBH London
… John Carver – Founder, Cunning
… Timo Veikkola – Senior Futures Specialist, Consumer Vision, Nokia Design
… Ed Robinson – Founding Partner, The Viral Factory
… Kay Hook – MD, Scholz and Friends Stockholm

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il tema è “l‘integrazione Through a series of innovative and challenging panel sessions we will be analysing the real opportunities for genuine integration in all aspects of brand communication from advertising to design, PR, branded entertainment, environments, live events and everything in between”

qualcuno oggi mi ha detto: ” ma cosa ci vai a fare?” e io ho risposto: “una boccata d’ossigeno! ogni tanto fa bene”
…è vero io per natura sono un pò zingaro, ma come ho avuto modo di specificare altre volte e anche su questo blog, raramente ai convegni scopri la “Verità Ultima!” tuttavia sono sempre occasioni di confronto, riflessione e…

spero di ritrovare la voglia di scrivere e di raccontarvi… quella che in questo periodo scarseggia… sicuramente per la stanchezza ma anche per la mutazione in corso… quella che sta investento me e il mio blog.

a presto

ebolaindustries cerca rinforzi…

March 5, 2007

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il mio amico mrwhite&C stanno cercando rinforzi.

e hanno bisogno di voi… prodi aspiranti (o arrivati) viral project manager

qui trovate tutti i dettagli