un contributo al viral outing: do ut des

“….perchè non dovrebbe valere per la pubblicità? dare per ricevere è da sempre il modo migliore per ingaggiare l’altro,forse è poco nobile, ma questo non è mai stato un mestiere cavalleresco. il pubblicitario riceve fiducia se da emozioni e costruisce brand utili per il quotidiano del consumatore. all’estero l’hanno fatto in maniera creativa, accettando il “do ut des”, mentre in italia ancora si era impegnati a salvare la categoria…”

interessante, secondo me, contributo alla discussione nata qui e qui.buona lettura. grazie paolo.

scarica e leggi: do-ut-des.pdf

doutdes.png
copyright illustrazione intitolata”do ut des”, http://www.pacoebianca.it

3 Responses to “un contributo al viral outing: do ut des”

  1. Maurizio Goetz Says:

    http://marketingusabile.blogspot.com/2007/10/riflettendo-sul-marketing-virale-prima.html#links

  2. Maurizio Goetz Says:

    Per quanto riguarda il do ut des, è solo ipocrisia non riconoscere che c’è sempre stato.
    Nella tv commerciale lo scambio attenzione contro programmi free è stata alla base del patto non scritto tra brand e utenti, sono pertanto perfettamente d’accordo.

  3. stefano Says:

    mi pare che questo articolo sia da discutere
    http://www.corriere.it/spettacoli/07_ottobre_26/video_virali_youtube_comici.shtml

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