Archive for the ‘pr’ Category

social media & social outcasts

September 17, 2007

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… torno con un pò di ritardo, con un pò di voglia di rimanere “socialmente escluso” (social outcast), a pensare e studiare, gli effetti dell’essere perennemente socialmente connessi.

Buona Lettura. e…grazie changethis
download: social outcats & socialmedia.pdf

update: scopro ora (cioè 22:16 del 18/9) che anche maurizio ne ha parlato… e ha fatto delle riflessioni molto interessanti…lo scopro ora… ecco l’effetto pratico dell’ essere “outcast”…

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PR 2.0

July 16, 2007

top of the blogs…edelman e technorati

October 13, 2006

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Sull’incontro di oggi, secondo me, non c’è molto da dire a parte quanto hanno già detto (e bene!) sotto rete e maestrini per caso. permettetemi però un contributo visual:

” Genuine intellectual curiosity is the attribute established brands need to be successful in the blogosphere…!”
Geoffrey Moore, author, Crossing the Chasm

Digital PR, engagement e trasparenza…tutto ovviamente 2.0

October 13, 2006

Dice Dave Balter, ceo of bzzagent, in questo post dal titolo: “harness Word of Mouth as a Media Channel” :

Tip #4. Embrace disclosure”
Il passaparola, inteso come “media”, richiede trasparenza, perchè è basato sulla fiducia. Il passaparola è così potente proprio perchè è credibile e si basa sulla realtà.
Quindi la chiave del successo, durante una “comunicazione promozionale” o durante una conversazione, è:
dichiarare il proprio “coinvolgimento” (…la propria relazione con la marca).

Oggi subito dopo Top of the Blogs , mi raccontano questa conversazione realmente accaduta tra 2 addetti ai lavori… e io … ho pensato a voi!

domanda:

Ciao xx,
mi chiedono se per esempio su “xxxblog” potrebbero fornirvi il materiale per un post che apparirebbe in realtà non come sponsorizzato (per es il lancio di xxxxx e l’inaugurazione di una nuova catena di negozi di yyyy), ma come un post normale. Sarebbe una sorta di P.R. on line.
Che dici?
Grazie
yy

risposta:

Ciao yy,
mi spiace ma post di questo tipo possono solo essere fatti come sponsorizzati.
Chiaro che se ci invitassero all’ingaugurazione, qualche bicchiere di champagne, qualche donnina, le cose potrebbero cambiare

Ciao,
xx

ps: un sentito grazie a xx e yy per l’ispirazione

il blog di Mr White

September 28, 2006

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Benvenuto Valerio!

The New Influencers

September 26, 2006

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Paul Gillin, autore del libro “The New Influencers”  in uscita nella primavera del 2007,  ha messo online il draft del suo libro.
vale una lettura!

via steve rubel

engagement by engagement

September 25, 2006

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già qualche tempo fa avevo parlato del concetto di “engagement” riportando le affermazioni dell’Advertising Reseach Foundation.
Scopro oggi attraverso consumergeneratedmedia.com , che è nato un blog dedicato interamente a questa tematica.

link da fruire, secondo me, insieme a questo: Misurazione delle campagne di marketing? Bernard Cova ci dice la sua”
apparso su ninjamarketing qualche tempo fa.

Insomma cambiano i valori, le persone (che a volte noi chiamiamo consumatori), cambiano (forse) le strategie di marketing, cambia la pianificazione media…volete che non cambino anche gli indici e  la misurazione dei risultati delle campagne?!

molto interessante!

Shel Israel…Respect!

September 14, 2006

Molti di voi avranno già letto questo post di Shel Israel…tuttavia permettetemi di riportare questo passaggio sulla differenza tra marketing virale e conversational marketing.

Trovo che contribuisca a fare chiarezza:

“Instead, let’s look at conversational v. viral marketing. While they often appear in the same manner, they really are quite different or so it seems to me.

A viral marketing campaign may start on a whiteboard. They want to take something and push it out one-directionally. They hope to infect customers with something; to inject an additive into word of mouth engines. In almost all cases, the objective is money or getting someone elected. If they give you something, viral marketers are measuring that in terms of cost of goods sold.

By contrast a Conversational Marketer’s objective is to establish a mutually beneficial dialog. They also want an ROI but they understand that it is easier and faster to achieve this by being generous in conversation, by establishing credibility, transparency and trust. They understand they can make more money from better products and services by listening to customers and prospects some of whom may enter the conversation passionately filled with rage. By listen to the enraged and the impassioned, conversational marketers figure out how to adjust course and give people what they want, rather than try to persuade them to buy something they don’t want.

If you have not yet figured out why I post nearly 1000 times a year, let me explain that I am a conversational marketer. I’d love it if every reader buys my book, hires me to consult or pays a conference producer because I’m speaking at their event. But if you don’t do that, then it’s nice when you just come here leave comments here, or pick up what I’m talking about on your own blog or at your water cooler or in your car pool or over your backyard fence. Yes, I’m marketing myself, and I’m trying to build a personal brand. To do this, I try to be generous as often as I can.

But the only virus I want to spread is enthusiasm for the emerging social media.” Shel Israel

dati…misurazione audience…blogosfera…

July 19, 2006

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grazie a Qix! per questa analisi completa sui blog italiani.